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Fossacesia si unisce all'azione legale contro il Governo: "Le tasse comunali restino agli enti locali"

Molti centri turistici contribuiscono in maniera cospicua al fondo di solidarietà perché vengono considerati "ricchi" vista la presenza delle seconde case

Continua il grido d'allarme dei Comuni, che lamentano la "fuga" delle tasse comunali che, una volta versate dai cittadini, prendono il volo verso il Governo centrale. L'ultimo appello in ordine di tempo è quello del sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, che si unisce all'azione legale a cui hanno già aderito 572 Comuni turistici italiani.

Spiega il primo cittadino: 

L’azione legale è stata decisa dopo che il Consiglio dei Ministri ha previsto, per il 2018, che le percentuali di prelievo sulle imposte versate dai contribuenti di centri turistici sparsi nella Penisola, lieviteranno. Sono Comuni che vengono considerati ricchi e dai quali arriva un gettito maggiore per la presenza delle seconde case, come a Fossacesia.

Per questa loro peculiarità, quei Comuni si vedono applicare una consistente percentuale su quella stabilita per le altre municipalità italiane e destinata quale contributo al fondo di solidarietà. In altre parole, lo Stato che, è bene ricordarlo, ha tagliato quasi tutti i suoi trasferimenti, per far fronte al funzionamento delle amministrazioni locali, ha disposto il fondo al quale, appunto, contribuiscono, in maniera cospicua, i centri che vivono di turismo.

Insomma, lo Stato si fa grande con quei soldi provenienti da imposte municipali come l’Imu, che invece d’essere destinata a migliorare i servizi ai villeggianti che affollano in determinati periodi dell’anno quelle località, vengono inviati altrove.  

Una ripartizione che, ovviamente, penalizza centri come Fossacesia che, spiega il sindaco

non è un Comune ricco e ha tanti problemi di bilancio. Non viene tenuto conto che centri come il nostro, in estate, vedono raddoppiato il numero degli abitanti e, di conseguenza, si trovano nella condizione di dover far fronte ad un maggior numero d’impegni. Per rispondere alla domanda che ci proviene da chi sceglie di trascorre le vacanze da noi, occorrono investimenti da destinare a servizi e strutture pensate per i turisti, una maggiore diffusione delle informazioni, ma anche di poter dar vita, ad esempio, a una politica fiscale di favore per l’avvio di iniziative imprenditoriali nel settore turistico, che possono creare nuovi posti di lavoro.

In sostanza, ci troviamo nella condizione di non poter programmare, ma di dover far ricorso solo a interventi tampone. Negli ultimi 6 anni, Fossacesia ha contribuito al fondo con una media annua che oscilla tra i 170 e i 200mila euro. Valutiamo quindi la possibilità di promuovere ricorso anche noi perché è una voce fondamentale nell’economia della nostra realtà.

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