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Forza Italia contro la gestione delle ex Ipab: "Perché non si esce dal commissariamento?"

Tra dimissioni e nomine confusionarie, oggi tutti gli organi sono monchi e nell’impossibilità di operare in maniera legittima

Dopo mesi non si sono ancora costituiti gli organi esecutivi della Asp 01 di Chieti, di cui fanno parte le ex Ipab provinciali. E Forza Italia torna a denunciare: “Le incertezze amministrative della politica regionale e locale del centro sinistra stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle sei ex Ipab provinciali, giuridicamente inserite nella Asp 01 Chieti”. Questa mattina (venerdì 17 febbraio), hanno incontrato la stampa il presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo, il consigliere comunale Maurizio Costa e l’ex Commissario del San Giovanni Battista di Chieti Concezio Tilli. Tra le varie questioni su cui far luce, denunciano il fatto che i documenti ufficiali della Asp 1 non vengano regolarmente pubblicati sull’albo pretorio online.

Al momento, dopo vari avvicendamenti di cariche politiche, da un anno è in atto il commissariamento, composto da Sandra De Thomasis presidente e  Di Boscio e Di Iorio consiglieri. “Ma la vicenda - commenta Febbo - si arricchisce ancora di passaggi poco chiari. A distanza di pochi mesi dall’incarico, il componente Di Iorio, commercialista e revisore dei conti, si è dimesso senza che se ne conoscano i motivi reali e senza essere sostituito dalla Regione, tanto che gli atti deliberativi vengono assunti e approvati da due solo componenti. A novembre 2016, l’Assemblea della Asp provvede alle nuove designazioni del consiglio di amministrazione e il centrodestra, sulla base degli autorevoli pareri intervenuti, indica nuovamente la figura di Tilli; anche in questa occasione a distanza di oltre tre mesi non ancora viene ratificata e approvata tale designazione. Pertanto chiediamo: cosa si nasconde dietro questo ritardo ingiustificato? E su quale basi giuridiche vi è questa non ratifica?”.

Lo stesso Tilli ricorda come “l’assemblea della Asp, composta da 11 componenti, nel dicembre 2016 ha vissuto un’altra finta defezione: il Presidente Nasuti, di Bomba,  prima si dimette irrevocabilmente e a distanza di pochi giorni comunica di ritirare le dimissioni in quanto è venuto a conoscenza del testo coordinato della legge di riordino delle Ipab. La settimana scorsa due componenti su tre del collegio dei revisori dei conti, ossia La Frazia e Labbate, si sono dimessi. Cosa spinge tutte queste persone ad allontanarsi da questa gestione? Cosa non condividono? Nella sostanza, ad oggi, tutti gli organi sono monchi e nell’impossibilità di operare in maniera legittima”. Ma c’è di più: il commissariamento vincola all’assunzione dei soli atti di ordinaria amministrazione. 

Quindi Febbo, Costa e Tilli denunciano: perché non si voglio ricostituire gli organi ordinari, ossia presidente, consiglio di amministrazione, revisori, includendo un rappresentante del centro destra dentro il consiglio di amministrazione”. E lanciano il sospetto che possa esserci “un progetto diverso per i 198 posti socio-sanitari, accreditati al San Giovanni Battista. Fanno gola a strutture locali non pubbliche? C’è un interesse alla gestione particolare dei finanziamenti per il consolidamento e l’adeguamento sismico della struttura? Si vuol gestire in autonomia e senza occhi indiscreti gli affidamenti diretti per i servizi e le forniture? Si intende continuare all’infinito nel sistema delle proroghe delle consulenze? Si vuol continuare a nascondere atti amministrativi e di gestione non pubblicandoli sul sito on-line?”, si chiedono. 

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