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Nuovo direttore Asl, Forza Italia chiede la revoca immediata dell’incarico

Secondo Febbo e Sospiri la dottoressa Sabrina Di Pietro, recentemente nominata direttore amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti, non aveva i requisiti

Forza Italia chiede a gran voce di revocare l’incarico della dottoressa Sabrina Di Pietro, nominata direttore amministrativo della Asl Lanciano Vasto Chieti un mese dal direttore generale dell’Azienda, Pasquale Flacco.

Questa mattina il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri hanno convocato la stampa al Caffè Vittoria di Chieti per approfondire quello da loro ribattezzato il “caos nomine” della regione Abruzzo. “Non bastavano le figuracce del concorso per 12 co.co.co di cui si conoscevano già i nomi così come quella dell’incarico di Dirigente dell’Urbanistica, passando poi  Commissario dell'Arap, al Dirigente del Servizio Rifiuti e al Direttore Arap, con la 'prova del portoghese'. Adesso – sostengono - si sta per concretizzare un’altra grana per D’Alfonso con la nomina del direttore amministrativo della Asl 2, Sabrina Di Pietro”.

Sulla dottoressa, originaria di Spoltore, già direttore amministrativo della Asl dell’Aquila dal 2006 al 2009 e attualmente vice segretario generale del Comune di Spoltore, Forza Italia spiega che pesano analoghi precedenti. “Già nel 2006 - ricorda Febbo - la stessa Di Pietro aveva avanzato la candidatura e ottenuta la nomina alla Asl dell’Aquila, ma in quell’occasione gli furono contestati i requisiti. Oggi, ripresentando la stessa documentazione e ricadendo nello stesso grave errore, ottiene il medesimo incarico dal direttore generale Pasquale Flacco. Lo stesso Direttore al quale, in qualità di presidente della Commissione di Vigilanza, avevo chiesto l’attestazione dei requisiti ricevendo invece una risposta insufficiente, affatto chiarificatrice e non rispondente a quanto richiesto”.

IL CURRICULUM - Secondo la normativa (D.Lgs 502 /1992) il direttore amministrativo deve essere laureato in discipline giuridiche o economiche, non aver compiuto il sessantacinquesimo anno di età e aver svolto per almeno 5 anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture sanitarie pubbliche o provate di medie o grande dimensione. Nella nota di risposta il dottor  Flacco avrebbe scritto,  a proposito del curriculum della dottoressa Sabrina Di Pietro, che la stessa ha ricoperto dal 29 maggio 2006 al 30 settembre 2009 l’incaricodi direttore amministrativo presso l’ex Asl dell’Aquila e dal 7 febbraio 1997 al 31 dicembre 2002 quello di direttore della Istituzione Pubblica ex ONPI di Caprara – Spoltore (struttura socio sanitaria per anziani autosufficienti e non, dimensionata con 80 posti letto). 

“Ma il tribunale dell’Aquila – evidenziano ancora - , nonché la Direzione regionale della Sanità, hanno invece certificato che la struttura non è socio-sanitaria, cioè non è accreditata, e peraltro non è dimensionata con 80 posti letto”. “Ciò che ha dichiarato la dottoressa Sabrina Di Pietro è di una gravità inaudita – sostiene Mauro Febbo -  soprattutto in considerazione dei precedenti, così come è grave e dimostra superficialità e pressapochismo l’operato della Direzione della Asl che in prima istanza può essere stata tratta in errore dal curriculum fuorviante ma alla richiesta del sottoscritto, in qualità di Presidente della Commissione di Vigilanza di certificare e attestare il riconoscimento dei requisiti, sarebbe dovuto sorgere qualche dubbio. Bastava alzare il telefono e chiedere all’assessorato regionale oppure utilizzare internet e verificare che quella istituzione non è socio-sanitaria come dichiarato. Questo dimostra ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, il modo di operare della Regione Abruzzo e di come si agisce nella individuazione delle figure apicali che devono rispondere alle sole esigenze del suo presidente. Vedi le tante dimissioni di dirigenti e direttori regionali e aziendali”. 

LA RICHIESTA - “Sulla nomina della dottoressa Di Pietro, a suo tempo, il Tribunale dell’Aquila si era così pronunciato: ‘appare sussistente la non riconducibilità al concetto di struttura sanitaria della ex Onpi essendo a prevalente accoglienza alberghiera per anziani. La questione non ha rilevanza penale ma sicuramente amministrativa e contabile’ in quanto sarebbe stato provocato una danno all’erario consistente nel pagamento di quanto corrisposto a soggetti che non ne avevano il titolo. Si chiede pertanto l'annullamento del provvedimento amministrativo – conclude Lorenzo Sospiri - perché adottato in violazione di legge ai sensi dell’art. 21 octies legge n. 241/1990 e al tempo stesso ci auguriamo l’intervento delle Autorità contabili”. 
 

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