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"Genitore 1 e genitore 2", Fratelli d'Italia dice no: flash mob in occasione della festa del papà

La responsabile provinciale del dipartimento Pari Opportunità, famiglia, valori non negoziabili Ricciardi ha promosso l'iniziativa social nel Chietino

"Papà, non genitore 2": è il flashmob organizzato da Fratelli d'Italia in occasione della festa del papà, a cui ha aderito anche il dipartimento Pari Opportunità, famiglia e valori non negoziabili della provincia di Chieti. 

Una manifestazione, per forza di cose, via social, che mira a ribadire la contrarietà alla definizione di "genitore 1" e "genitore 2". 

"Riteniamo che tale richiesta - dicono gli esponenti di Fratelli d'Italia - sia figlia di un’ideologia volta a minare il riconoscimento, valore e ruolo della famiglia naturale con danno per i minori ed i loro diritti. Fratelli d’Italia si è sempre battuta per impedire che il capriccio degli adulti comprometta il bene dei bambini i quali hanno bisogno di un padre e di una madre, perno dell’unica famiglia costituzionalmente riconosciuta. Chiediamo quindi al Governo un atto di discontinuità con quello precedente che già stava dando seguito alla sostituzione della dicitura nei documenti di identità". 

La responsabile provinciale del dipartimento Pari Opportunità, famiglia, valori non negoziabili, Clara Ricciardi, promotrice dell'iniziativa, ringrazia "la responsabile del dipartimento regionale, Margherita D’Urbano, per aver accolto l’evento con la cura e l’interesse di sempre . Così come siamo abituati a dire 'La mamma è sempre la mamma' dovremmo essere orgogliosi di affermare 'Il papà è sempre il papà'. E non potrà mai essere sostituito con altri nomi o appellativi. Non c’è peggior strumentalizzazione di quella che utilizza i diritti dei nuclei 'arcobaleno' (apparentemente a loro tutela) per mortificare e ridurre ciò che è naturale e sacro,  trasformandolo in oltraggioso o imbarazzante".

"Il politically correct esasperato - accusa - ci rende ottusi e non porta a riconoscere che termini come 'genitore 1 e genitore 2' sono ancora più ghettizzanti e discriminanti. Non ci si può piegare al conformismo a discapito del buonsenso. Dire che un bambino nasce da un uomo/padre e da una donna/madre è diventato provocatorio e discriminante. Un relativismo che non guarda la realtà e si accontenta dell’ideologia che fa tendenza. Senza alcuna discriminazione o razzismo bisogna precisare che le nuove definizioni 'neutre' non possono e non devono mai sostituire ciò che è naturale. La maternità e la paternità non offendono nessuno e come valori vanno difesi con orgoglio e saggezza. La famiglia stessa è cardine dello stato e rimane l’unico ambiente naturale in grado di garantire lo sviluppo e il benessere della società".

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