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Agricoltura in crisi, fissato un consiglio regionale straordinario per sostenere il settore

La seduta era stata proposta dal Partito Democratico, che chiede misure urgenti e accusa il governo di centrodestra di "immobilismo"

È in progrmama martedì 31 ottobre, nell'aula Spagnoli di Palazzo dell'Emiciclo, all'Aquila, il consiglio regionale straordinario sull'agricoltura richiesto dal Partito Democratico.

La seduta inizierà alle 11.30 con un solo punto all'ordine del giorno: "Attuazione di misure urgenti e dirette da parte della Regione Abruzzo a sostegno del settore agricolo abruzzese".

A seguire, l'assemblea legislativa regionale si riunirà in seduta ordinaria per l'esame dei provvedimenti europei "Disposizioni sulla partecipazione della Regione Abruzzo ai processi normativi dell'Unione Europea e sulle procedure d'esecuzione degli obblighi europei". Indirizzi in materia europea per l’annualità 2023, relativi alla partecipazione della Regione alla formazione e all’attuazione del diritto europeo (fasi "ascendente" e "discendente"). All'ordine del giorno anche il provvedimento amministrativo “Piano Regionale di coordinamento alla realizzazione dei templi crematori”.

E sull'agricoltura, Michael Bomba, responsabile delle politiche agricole per il Pd Abruzzo, continua a sollecitare un intervento "per affrontare quella che è una crisi quasi senza precedenti", accusando di "immobilismo" il governo regionale.

“Il comparto agricolo - prosegue - ha subito danni ingenti, dall’ortofrutticolo ai cereali, dagli ortaggi ad altri settori, per arrivare alla recente campagna olearia che proprio in questi giorni va ultimandosi. L’ambito che ha subito i maggiori danni è tuttavia quello vitivinicolo. Disponiamo ancora di dati parziali, essendosi conclusa la vendemmia solo da pochi giorni, ma possiamo già dire che la perdita di resa si attesta su una media ben superiore al 40-50%, con picchi del 70-80%".

"Nello specifico - illustra Bomba - le cantine private hanno avuto grossi danni, ma il grosso del problema ricadrà su tutti quei piccoli agricoltori conferenti nelle aziende cooperative. Dai 4 milioni di quintali di uva prodotti complessivamente nel 2022 in Abruzzo, si stima che nel 2023 non si supererà la soglia dei 1,2 milioni di quintali. Sulle cantine cooperative peserà poi l’entrata in vigore del nuovo codice della crisi, che impegna gli organi di revisione alla comunicazione alle rispettive camere di commercio degli indici di bilancio che inevitabilmente saranno in peggioramento per questa annata, con una conseguente ulteriore stretta finanziaria da parte degli istituti di credito che già attualmente hanno chiuso i rubinetti. Lo scenario per i prossimi mesi, quindi, si preannuncia catastrofico, e come spesso accade, ricadrà sulle spalle di quelle famiglie che hanno l’agricoltura come prima fonte di sostentamento, che negli ultimi mesi hanno già dovuto subire l’aumento dei prezzi dei prodotti per la crescita e la produzione delle proprie colture".

"Ad oggi - incalza - da parte dell’attuale governo regionale, nulla in concreto è stato fatto, soltanto proclami e scarsissime risorse. È per questo che il gruppo del Partito Democratico ha richiesto e ottenuto per il 31 ottobre un consiglio regionale straordinario, per richiedere una serie di misure da adottare per evitare il peggio nei prossimi mesi; misure che devono essere prioritarie perché ormai da troppi mesi la Giunta Marsilio latita, sottovalutando quella che è una vera e propria calamità per la nostra Regione”.

E numerosi agricoltori abruzzesi hanno partecipato due giorni fa, nella Capitale, alla manifestazione organizzata dalla Cia al grido di "Non toglieteci il futuro". Una protesta contro la crisi che, dal campo alla tavola, sta portando i prezzi alle stelle e rendendo gli agricoltori più poveri.

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