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Dibattito Province: Febbo si chiede qual'è la posizione del Pd

L’assessore che torna a invitare i rappresentanti del Pd locale a fare definitivamente chiarezza sulla loro strategia. "Noi siamo ancora a favore dell’abolizione di tutte le Province"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Non riusciamo davvero a capire quale sia la reale posizione del Partito democratico riguardo il riordino delle Province per il quale continua a tenere il piede in due staffe e soprattutto conferma un antipatico, ma sicuramente più comodo, atteggiamento camaleontico.

Così l’Assessore Mauro Febbo che torna ad invitare i rappresentanti del Pd locale a fare definitivamente chiarezza sulla loro strategia. “In Senato, come riportato anche dai mass media nazionali (Corriere della Sera, del 21/11/2012), il Pd chiede solo qualche modifica del Decreto ma con l’intenzione di votarlo. Anche a livello locale, il segretario regionale Silvio Paolucci, il 31 ottobre scorso, ha dichiarato che ‘con le due Province il governo ha fatto la scelta più naturale’. Poi però si registrano le posizioni dei gruppi cittadini che si sono appellati addirittura ai propri rappresentanti nazionali, leggasi Franceschini e Finocchiaro, per salvaguardare la Provincia. Di azioni concrete da parte del PD non c’è nessuna traccia a parte essere l’ago della bilancia nel corso della votazione del CAL e abbandonando gli scranni in Regione al momento di fare una scelta. Così, mentre qualcuno continua a destreggiarsi con il facile populismo fingendo di lavorare per il bene dei territori, ecco che arrivano le incomprensibili decisioni dei Comuni che votano Ordini del giorno per l’accorpamento di Chieti e Pescara, come accaduto nei giorni scorsi nel corso dell’Assise civica di Lanciano. Io mi chiedo da che parte stanno quelli del PD e soprattutto a che gioco vogliono giocare? La cosa che mi preoccupa è proprio l’atteggiamento emerso nel corso del Consiglio comunale di Lanciano da parte degli esponenti del PD che mi sembrano alimentati da pericolosi e insensati rigurgiti campanilismo-calcistico che nulla di buono possono portare. Sono fermamente convinto, e vorrei se ne rendessero conto anche i rappresentanti del Partito democratico lancianese, che un eventuale accorpamento dei due capoluoghi e il conseguente spostamento del titolo di Capoluogo a Pescara porterebbe danni enormi a tutti. Non sarebbe solo Chieti ad essere penalizzata ma sarebbe l’intero territorio provinciale a risentirne irrimediabilmente. La stessa Lanciano che oggi ricopre un ruolo di prestigio ed importanza a livello provinciale, ci rimetterebbe pesantemente in seguito ad uno sbilanciamento economico che porterebbe vantaggi solo ai centri più grandi del pescarese, come Montesilvano. A supporto di questa tesi ci sono le forti dichiarazioni del Presidente della camera di Commercio di Chieti, Silvio Di Lorenzo, che nel corso dell’inaugurazione di Agroalimenta sabato scorso, ha ‘rimproverato’ il Sindaco e vice Sindaco proprio per questa posizione assunta in Consiglio. Seduta alla quale non ha partecipato il PDL lancianese al quale va il mio plauso per il senso di responsabilità e lungimiranza”.

“Dal canto nostro – spiega Febbo -  siamo, e io personalmente ne sono ancora convinto, a favore dell’abolizione di tutte le Province così come indicato nel programma elettorale del Popolo della Libertà e confermato dalla decisione presa in Consiglio regionale che prevede il ricorso alla Corte Costituzionale (in allegato la richiesta del Presidente Gianni Chiodi all’Avvocatura regionale). Ma tutto ciò deve avvenire per via costituzionale e considerando le peculiarità e la vocazione dei territori e delle città, specialmente per centri maggiori. Ecco perché il passaggio del Decreto almeno riguarda il riordino delle Province non può essere convertito in Legge ed è per questo che la Provincia di Chieti dovrà restare inalterata, fino a quando s'innesterà un processo di abolizione, che non comporterà danni di alcun genere, supportato da analisi socio economiche che permetteranno di sopperire con interventi mirati. Proprio ieri ho partecipato ad un incontro con il presidente dei Senatori del PDL, Maurizio Gasparri, il vice capogruppo Oreste Tafani e il Senatore Fabrizio Di Stefano, questi ultimi firmatari della Pregiudiziale di costituzionalità presentata in Commissione Affari Costituzionali del Senato. E’ chiaro che il Partito della Libertà senza le opportune correzioni non garantirà il voto in Aula e questo, per certi versi, fa ben sperare per una risoluzione positiva di questa vicenda. Il sottoscritto ed il Pdl a tutti i livelli istituzionali hanno deciso di lavorare in silenzio perché la posta in gioco è troppo alta. Troppo facile, ma altrettanto pericoloso, lanciarsi in proclami e tatticismi mediatici e politici. E' un lavoro lungo e complesso, in quanto smantellare un sistema che va avanti da anni e crearne uno efficiente e moderno è un lavoro lungo e complesso, ma con l'impegno e, soprattutto con l'esperienza di chi conosce la pubblica amministrazione a partire dai Comuni per arrivare al governo centrale è possibile e doveroso”.

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