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La Regione Abruzzo rischia di perdere i fondi europei per l'agricoltura

Lo denunciano i consiglieri regionali Febbo e Sospiri, che oggi dicono: "Avevamo ragione quando lamentavamo i ritardi nei lavori dell'ente"

La Regione Abruzzo rischia di perdere parte dei fondi europei per l’agricoltura non ancora spesi. Lo denunciano i consiglieri regionali di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, che stamani (lunedì 6 marzo) hanno incontrato la stampa per far luce su quel che sta accadendo. 

La Rete rurale nazionale Mipaf ha reso disponibili online le performance di spesa delle regioni italiane sui rispettivi programmi di sviluppo rurale 2014-2020, aggiornati al 31 dicembre. “A preoccupare, più del solito - dicono Febbo e Sospiri - è proprio l'andamento della spesa pubblica della nostra Regione”. 

“Questi dati – proseguono - dimostrano con forza le nostre ragioni quando denunciammo mesi fa i ritardi di tutta la programmazione al 30.09.2016 dal Por Fers, al Fse per arrivare al Psr, mentre il direttore generale Cristina Gerardis e il responsabile dell’Autorità di Gestione Giovanni Savini, nel frattempo fuggito dal ruolo e dalla Regione, innescarono una polemica basata sul nulla e presentarono, dopo audizione in Commissione Vigilanza, un cronoprogramma dettagliato e puntuale che avrebbe riportato la spesa su posizioni accettabili, anzi a detta loro, molto importanti. Invece il nulla, anzi la performance continua la discesa e ci allontaniamo sempre più dagli obiettivi annuali che la Commissione europea indica annualmente”.

“Si è ‘lavorato’ nell’ottica di dare risposte solo di facciata, cioè fare i bandi perseguendo la solita politica degli annunci e spot - dicono - ma sulla reale incidenza ed utilizzo da parte del mondo agricolo delle cospicue risorse senza nessuna possibilità di attuazione e quindi siamo al terzultimo posto con un disastroso 2,6 %. Mentre siamo al penultimo posto per il rischio disimpegno automatico con una preoccupatissimo 14,75%, peggio di noi solo il Friuli (16,25%)”. 

Inoltre le pratiche del bando “pacchetto giovani”, denunciano i due consiglieri, sono bloccate da quasi un anno, dopo i ritardi e i rinvii per la pubblicazione e ne sono state esaminate solo 200 su 750.

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