La resa dei conti nel centrodestra è arrivata: Febbo non è più assessore regionale

Stamani il presidente Marsilio ha firmato il decreto per rimuoverlo dall'incarico, assumendo le deleghe. Domani il vertice con i coordinatori regionali dei partiti

Non è servito neppure il riappacificamento in corsa con il centrodestra, con l'appoggio al ballottaggio del candidato sindaco Fabrizio Di Stefano: Mauro Febbo non è più un assessore regionale. 

Questa mattina, il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato il decreto con cui rimuove dall'incarico l'esponente di Forza Italia, partito da cui si era autosospeso a giugno, ma che lo ha sempre difeso. Il governatore ha assunto temporaneamente le deleghe precedentemente affidate al politico teatino. 

È il punto d'arrivo di mesi a dir poco vivaci, tra annunci eclatanti, veleni interni ed esternati, colpi di scena e la Lega che non ha mai smesso di chiedere la testa di Febbo. Quest'ultimo, nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Chieti, ha optato per il divorzio dalla coalizione di centrodestra, che pure ha sempre cercato di farlo tornare sui suoi passi, appoggiando il candidato civico - ma non troppo - Bruno Di Iorio, stringendo un'alleanza inedita con Italia Viva. E non ha lesinato attacchi caustici all'ex alleato Di Stefano, dando spesso il la a botta e risposta feroci.

Doamni pomeriggio, alle 15, è in programma il vertice del centrodestra: Marsilio incontrerà i coordinatori regionali di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia per condividere con loro il nuovo assetto della giunta e l'azione della maggioranza, chiamata ad affrontare la gravissima crisi sanitaria ed economica in corso.

In una nota stampa, il presidente Marsilio "ringrazia Mauro Febbo per l'ottimo lavoro svolto e la collaborazione prestata in ogni momento, certo che saprà assicurare il suo contributo all'azione di governo dei banchi della maggioranza in consiglio regionale".

Dopo meno di due anni, dunque, Febbo torna a fare il consigliere regionale.

Un finale prevedibile dopo il fuoco della campagna elettorale, con la sconfitta del centrodestra a Chieti e Avezzano e le polemiche ancora più accese dopo l'esito delle urne. 

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