Carbone (Azione): "La rimozione di Febbo dalla giunta regionale dimostra il ruolo marginale di Forza Italia"

"L'Abruzzo è ostaggio di un regolamento di conti interno al centro destra - accusa il politico teatino - in uno dei momenti più difficili per il territorio"

Alessandro Carbone

"La rimozione di Mauro Febbo dalla giunta regionale dimostra il ruolo marginale di Forza Italia". È il commento del referente di Azione di Calenda, Alessandro Carbone, dopo la decisione di ieri del presidente della Regione, Marco Marsilio. 

"L'Abruzzo, oggi, è ostaggio di un regolamento di conti interno al centro destra - accusa il politico teatino - in uno dei momenti più difficili per il territorio, con una emergenza pandemica in atto e numerose vertenze aziendali da gestire e risolvere. In tutto ciò Forza Italia conferma con la rimozione di Febbo un ruolo marginale in regione e posizioni di governo regionale non supportate da numeri. Dal punto di vista politico e territoriale esiste un mondo liberale, cattolico e centrista che  non ha rappresentazione, ma che esiste e che è espressione di chi non si rassegna a votare Lega-Fratelli d'Italia da una parte  o in alternativa Partito Democratico-Movimento 5 stelle dall'altra". 

"Questo mondo - puntualizza Carbone - è composto dalla maggioranza degli abruzzesi, anche da elettori di Forza Italia e da una parte di classe dirigente che non ci sta a subire l'umiliazione di un ruolo marginale e che hanno intenzione di ripensarsi. L'Abruzzo dovrà trovarsi pronto ad accogliere la sfida  di una nuova forza liberale, cattolica e moderata che abbia come assoluta priorità gli interessi degli Abruzzesi governando dall'Abruzzo per l'Abruzzo e non un regolamento di conti interno per la spartizione di poltrone e potere da una parte e immobilismo guidato da Roma  di un opposizione dall'altro", conclude l'esponente di Azione. 

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