Il fedelissimo Costa difende Febbo: "Se avesse vinto le elezioni non sarebbe stato rimosso"

Parole dure del consigliere comunale di Forza Chieti, che invita i vertici regionali del centrodestra a confrontarsi con gli amministratori locali

"Cosa sarebbe successo se la coalizione di Febbo avesse vinto le elezioni?". È la domanda provocatoria rivolta dal capogruppo di Forza Chieti in consiglio comunale, Stefano Maurizio Costa, fedelissimo dell'ex assessore regionale, come lui uscito da Forza Italia lo scorso giugno, dopo la revoca delle deleghe da parte del presidente della Regione Marsilio.  

"Ho appreso con stupore la decisione del governatore - dice Costa - nei confronti dell’assessore Mauro Febbo. Tale decisione mi fa riflettere e affermare che oggi la coerenza non paga. Lui ha avuto il coraggio di fare una scelta politica che permettesse alla città di Chieti di avere un sindaco condiviso da tutta la cittadinanza. Mi chiedo: perché non è stato rimosso prima? E se avesse vinto cosa sarebbe successo?". 

Il consigliere comunale non lesina parole forti: "Il problema è che qualcuno doveva pagare dazio ma, purtroppo, hanno scelto il migliore. Secondo la mia ignoranza politica, i problemi che hanno portato alla sconfitta elettorale del centrodestra sono tutti da rivisitare a partire dagli 'anomali' voti incrociati di alcuni candidati consiglieri (del quale si conosce nome e cognome) - accusa - che erano candidati nel centrodestra ma indicavano di fare il voto disgiunto in favore del candidato sindaco della sinistra. Infatti, già alla prima tornata elettorale, si evinceva che il candidato sindaco del centrodestra avesse circa il 7% in meno delle liste collegate. Chi ha giocato con i piedi in due scarpe? Di certo non Mauro Febbo", aggiunge il consigliere comunale. 

E non punta il dito: "A livello regionale chi è stato legittimamente votato ed eletto dai cittadini viene espulso. Altro che democrazia".

"Cari colleghi politici - conclude - io sono un umile consigliere comunale e mi permetto di darvi un consiglio: smettetela di prendere decisioni affrettate frutto di riunioni carbonare e iniziate a consultarvi con i territori, con quegli amministratori locali che la mattina si alzano e stanno in mezzo alla strada a prendersi le critiche dei cittadini".

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