La cava di Civitaluparella: storia di un ripristino infinito

Il consigliere provinciale Fagnilli denuncia il ripristino delle attività di escavazione in Val di Sangro: qui la Giunta comunale ha appena approvato un'ulteriore espansione della cava di Civitaluparella

Lo stupro dell’ambiente non conosce limiti nella Val di Sangro.  E’ quello che sostiene il consigliere provinciale Idv Palmerino Fagnilli riferendosi al comune di Civitaluparella, dove dal 2003 la Regione ha avviato un progetto di ripristino per l’escavazione di 2.300.000 metri cubi di materiale in banco.

“Milioni di metri cubi di materiale da scavare in una cava, non bastano per ‘ricomporre l’ambiente’ – dice Fagnilli - di fronte alle Cascate del Verde di Borrello e all’Abetina di Rosello, si estendono le balze di Civitaluparella, qui c’è una assurda cava di calcare, chiusa negli anni ‘80 perché inutile e dannosa, bocciata dalla Regione Abruzzo nel 1993 e tornata in auge nel 2003, con un’autorizzazione al ripristino di durata di dieci anni. Oggi, dopo otto anni di attività estrattiva, finalizzata al ripristino ambientale e a due anni dalla scadenza del progetto, la montagna si presenta vergognosamente sventrata e violentata”.

La Giunta comunale di Civitaluparella ha approvato un ulteriore progetto di "sventramento della montagna". “Dalla cava – spiega ancora Fagnilli - il Comune di Civitaluparella doveva ricavare 0,55 centesimi di euro a metro cubo, per un totale di circa 1.250.000 euro e tanti posti di lavoro. Invece, ad oggi, in 8 anni, sembrerebbe essere stata estratta una quantità di materiale pari solo a 90.000 euro, soldi entrati nelle casse del  Comune, mentre i posti di lavoro creati sarebbero…uno soltanto”

Il consigliere accusa la Regione Abruzzo della mancanza quasi totale di regole nell’attività estrattiva.“Esistono più di trecento cave sospese nel limbo, si lascia spazio a ogni equivoco possibile, aprendo il mondo delle cave alle peggiori speculazioni – spiega - questa è la situazione cave della Regione Abruzzo, con un cantiere, quello dell’Aquila tra i più grandi d’Europa. Sono urgenti e necessarie regole che scongiurino abusi, violazioni ed arbitrii in danno dell’ambiente”. Un ordine del giorno e un’interrogazione in Provincia sull'argomento cave da parte del consigliere Fagnilli sono già pronti.
 

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