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Febbo: "Vogliono trasformare l'ex Ipab in un centro di accoglienza per immigrati"

L'organismo straordinario degli Istituti San Giovanni Battista avrebbe risposto alla procedura aperta dalla Prefettura per l'affidamento del servizio di prima accoglienza nella struttura in piazza Garibaldi

L’ex Ipab sarebbe in procinto di accogliere gli immigrati. E’ quanto si evince da  una delibera dell’Organismo straordinario degli Istituti riuniti di Assistenza "San Giovanni Battista" che, poche settimane fa, ha risposto alla procedura aperta dalla Prefettura volta all’affidamento del servizio di prima accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

Nel dettaglio, il Cda del "San Giovanni Battista” avrebbe dato la propria disponibilità ad accogliere 30 cittadini stranieri nella propria sede in piazza Garibaldi.

Non mancano le reazioni della politica, come quella del presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che non riesce a comprendere perché gli Istituti riuniti, nonostante tutte le criticità palesate nel portare avanti l’attività ordinaria per l’assistenza a disabili e anziani, debbano ora diventare centro di accoglienza. “Ci saremmo aspettati che mettessero in campo tutte le azioni necessarie per dare più servizi  ai disabili e agli anziani- commenta Febbo -  Questo è davvero inaccettabile perché le priorità son ben diverse; non è assolutamente tollerabile assistere a questo tentativo di trasformazione dello storico istituto teatino che, nelle intenzioni di chi ha sottoscritto la richiesta, dovrebbe passare dal suo ruolo di assistenza per disabili, inabili e persone anziane a quello di centro accoglienza immigrati tradendo i suoi principi fondativi e venendo meno rispetto all’effettiva esigenza di garantire servizi di cui la nostra società ha sempre più bisogno”.   

L’onorevole Fabrizio Di Stefano, contrario ovviamente all’iniziativa, fa sapere che, poiché il S. Giovanni Battista possiede tutta un’altra funzione, è stato necessario affidare ad un consulente altamente qualificato ed esperto, l’incarico di gestire le attività di accoglienza e punta il dito contro la Regione Abruzzo, che ha assunto la responsabilità gestionale dell’ex Ipab.

“Questa iniziativa messa in piedi dal Cda ha dello sconcertante se pensiamo che sul numero degli accrediti c’è un contenzioso tra lo stesso Istituto e la Regione, ma sopratutto se si tiene conto del balzello messo in piede dalla stessa Regione con la richiesta della compartecipazione alle famiglie dei più deboli- continua invece  Febbo - Mi auguro in un pronto intervento da parte dell’Assessorato regionale che faccia chiarezza sulla sorte dello storico Istituto e chieda l'annullamento della richiesta di partecipazione”.

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