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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Forza Italia chiede un hub regionale per gestire l'emergenza profughi nei piccoli Comuni

Finora in Abruzzo sono arrivati più di 3mila migranti e la provincia di Chieti è la seconda per numero di accolti: ne sono stati registrati 747, un numero che segue soltanto il teramano con 781. In provincia dell'Aquila ci sono 721 profughi, nel pescarese 693

L'accoglienza dei profughi si fa sempre più difficile da gestire in Abruzzo, soprattutto dei piccoli centri. Sono ancora vivissime le polemiche, ad Atessa, per l'arrivo di un gruppo di migranti e la tensione si è accesa al punto che neanche una settimana fa ignoti hanno fatto ritrovare una testa di capretto chiusa in una scatola davanti al centro d'accoglienza. Qualche mese prima era toccato a Lanciano, con vivaci proteste per l'arrivo di un gruppo di giovani provenienti da diversi Paesi dell'Africa a Villa Elce.

Così, i consiglieri regionali di Forza Italia Lorenzo Sospiri, Gianni Chiodi, Mauro Febbo, Paolo Gatti, Emilio Iampieri e il consigliere di Abruzzo Futuro Mauro Di Dalmazio hanno chiesto un consiglio straordinario, per analizzare la gestione dei flussi migratori, per valutare l'istituzione di un hub regionale che gestisca l'emergenza. 

Finora in Abruzzo sono arrivati più di 3mila migranti e la provincia di Chieti è la seconda per numero di accolti: ne sono stati registrati 747, un numero che segue soltanto il teramano con 781. In provincia dell'Aquila ci sono 721 profughi, nel pescarese 693. 

"Stiamo assistendo al fenomeno dilagante dell’acquisizione di strutture da parte di privati nei piccoli centri di tutte le province - dice Sospiri - creando evidenti difficoltà ai sindaci nella gestione del fenomeno e grande preoccupazione per i cittadini che dal giorno alla notte si vedono arrivare presunti profughi spesso in contrade da pochissimi residenti; ciò avviene perché la Regione non svolge un’azione di organizzazione della prima accoglienza e di smistamento coordinato sui territori. Per questo vogliamo che la Giunta D’Alfonso prenda coscienza di questo problema e comprenda la necessità di creare un Hub regionale che garantisca la prima accoglienza e la regolamentazione dei requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture di accoglienza per adulti e minori extracomunitari. Riteniamo necessario coordinare l’accoglienza con i sindaci al fine di una gestione più accurata del problema, di calmierare il mercato in modo da poter regolamentare quello che è diventato un vero e proprio business, di istituire l’obbligo anche per i provati della rendicontazione delle spese sostenute. Inoltre quanto mai indispensabile l’acquisizione dei dati reali del numero dei decreti di allontanamento emessi nei confronti dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria). In base ai dati a nostra diposizione, solo il 15% circa dei richiedenti asilo vedono accolta la propria domanda".

“La mancanza di un hub regionale è il problema principale – aggiunge Emilio Iampieri, presidente della Commissione Speciale su fenomeno immigratorio – in grado di gestire i flussi che arrivano su input delle Prefetture. E’ bene ricordare inoltre che esistono solo due Commissioni, a Bari e Ancona, che esaminano le richieste di asilo e verificano i requisiti per lo status di rifugiato. I lavori vanno molto a rilento e si riescono ad ascoltare solo 8 persone al giorno. Per questo il Ministero su nostra richiesta sta valutando la possibilità di autorizzare la costituzione di una sotto commissione in Abruzzo in modo da velocizzare le procedure. Per quanto riguarda l’individuazione di una struttura nella quale costituire l’hub regionale si potrebbe pensare a una struttura pubblica, magari una ex caserma, in modo da affrontare la sistemazione dei presunti profughi in tutta serenità evitando confusione e tensione sociale; tra l’altro nella maggior parte dei casi i cosiddetti Cas sono strutture non idonee. A questo proposito non si esclude una collaborazione con la Regione Molise”.

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