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San Giovanni Teatino: Caldarelli rinuncia alla nomina a consigliere

Spiega di aver preso questa decisione perché "ha dovuto purtroppo registrare deplorevoli comportamenti da parte di importanti esponenti dell’amministrazione uscente"

Verino Caldarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra a San Giovanni Teatino, che pur senza riconquistare la poltrona di primo cittadino entra in consiglio comunale, ha rinunciato alla carica. In una lunga lettera inviata anche alla stampa, spiega di aver preso questa decisione perché la sua elezione sarebbe “risultato d’una competizione elettorale che, pur apparentemente indetta sulla base delle regole democratiche di riferimento, ha dovuto purtroppo registrare deplorevoli comportamenti da parte di importanti esponenti dell’amministrazione uscente, che hanno minato seriamente la credibilità dell’esito finale della consultazione”.

“Resta - prosegue - un duplice enigma di affidabilità della lista risultata vincente, fondato sia sull'ossessivo e malcelato sospetto dei suoi componenti di non potersi fidare l'uno dell'altro, che sulla circostanza oggettiva per cui il ‘patto’ di fiducia col sindaco potrà durare solo fintanto che costui riesca ad alimentare e garantire la conservazione dei plurimi e noti interessi familiari, personali, amicali e lobbistici, in una obsoleta quanto avvilente saga di politica tribale e di interscambiabilità di casacca, apice di un degrado obiettivamente intollerabile”. 

Caldarelli contesta il fatto che “i più importanti atti di strumentazione urbanistica (Pac e Prg) vengano definiti a ridosso della tornata elettorale con la squallida, quanto consumata, tecnica di far assumere ai tecnici comunali l’atteggiamento severo dell’inflessibile programmatore”. Inoltre, ritiene che “sarebbe stato opportuno evitare che il sindaco continuasse ad occupare una postazione strategia in un ufficio pubblico che si occupa della salute dei cittadini”, avendo “modo di determinare nel cittadino un ‘evidente condizionamento psicologico” in suo favore, tale da limitarne la “libertà elettorale’”. Dito puntato anche contro l’emergenza abitativa e contro una presunta strumentalizzazioni di giovani in cerca di lavoro. “Lo stesso va detto - prosegue - per quei professionisti che, interessati a ricoprire incarichi per i quali il Comune ha pubblicato i relativi avvisi, alla loro richiesta di maggiori informazioni svolta al numero telefonico appositamente indicato, hanno trovato dall’altro capo del filo un amministratore-candidato anziché il funzionario competente”.

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