Martedì, 19 Ottobre 2021
Elezioni

Regionali, Marcozzi (M5S): "Sbagliata la scelta di votare il 10 febbraio"

La consigliera regionale e candidata presidente del M5S, Sara Marcozzi, definisce "inaccettabile la scelta del Pd di tornare alle urne nel 2019, a un anno dall'incompatibilità e a sei mesi dalle dimissioni del presidente D’Alfonso”

E' polemica dopo la scelta del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli di votare il 10 febbraio, allungando così tanto l'attesa per il ritorno alle urne.

La consigliera regionale e candidata presidente del M5S, Sara Marcozzi, definisce "inaccettabile la scelta del Pd di tornare alle urne nel 2019, a un anno dall'incompatibilità e a sei mesi dalle dimissioni del presidente D’Alfonso”, ricordando che “lo statuto e le leggi regionali in combinato disposto prevedono che, in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale, il ritorno al voto debba essere garantito entro tre mesi dalle dimissioni del presidente della Giunta regionale. Il Pd ha, come al solito, stirato le leggi al solo fine di allontanare quanto più possibile la sicura debacle che li attende alle urne. Attendiamo la pubblicazione del decreto, sarà interessante capire le motivazioni che hanno ispirato i decisori su tale scelta e anticipiamo che valuteremo insieme ai nostri legali se siano stati rispettati tutti i dettami normativi". 

Il M5S era intervenuto più volte sul tema della data del voto, spiegando che una scelta che avrebbe posticipato di troppo la data di ritorno alle urne avrebbe aperto diversi fronti di crisi, sia a livello amministrativo che relativamente alle scelte programmatiche e strategiche per la nostra regione.

Marcozzi si dice preoccupata anche per l’esito che questa scelta potrebbe avere anche in fase di approvazione del bilancio “Una decisione che espone a un pericolo enorme l’economia della nostra regione. La legge, infatti, stabilisce che possano essere approvati solo atti indifferibili e urgenti. Il bilancio è certamente un atto indifferibile ma solo relativamente alla parte ordinaria, vale a dire l’approvazione di quella parte di bilancio che riguarda le spese correnti o quelle obbligatorie. A nostro avviso, non sarà possibile approvare nessuna misura straordinaria, penso ad esempio al settore della cultura o a interventi sulle società partecipate, che vede proprio nella sessione di bilancio l'approvazione di provvedimenti attraverso progetti di legge o emendamenti".

E conclude: “Il Pd è il malato terminale di questa regione. La scelta di mantenere ancora in vita con una evidente forzatura mortifica le istituzioni e i cittadini. Sono certa che i cittadini sapranno bene chi non votare alle prossime elezioni”.
 

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