Elezioni Politiche 2013

Diritto di voto agli Erasmus: Giampiero Riccardo scrive a Napolitano

Dopo l'esclusione avanzata dal Ministro degli Interni, il coordinatore Idv ha spedito una lettera al Presidente della Repubblica per tutelare il diritto al voto di circa 20mila studenti italiani all'estero

Dopo l'esclusione di ogni possibilità di diritto al voto per gli studenti italiani in Erasmus avanzata dal Ministro degli Interni, il coordinatore regionale Giovani Italia dei Valori Abruzzo, Giampiero Riccardo, ha spedito una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per tutelare il diritto al voto per i circa 20mila studenti italiani alle prossime elezioni politiche.

"Il voto è uno straordinario strumento e opportunità d'emancipazione e condivisione- commenta Riccardo - Nel mio appello chiedo alla più alta carica dello Stato di compiere ogni sforzo per impedire questo furto di democrazia ai danni di migliaia di giovani: gli unici veri germogli dai quali può rinascere l'Italia e l'Europa di domani".

Pubblichiamo il testo integrale

Esimio Presidente Napolitano,

mi chiamo Giampiero Riccardo, ho trent'anni e vivo a Chieti (Abruzzo).

Come Le è certamente noto; migliaia di giovani studenti italiani attualmente residenti all'estero per misurarsi con l'esperienza dell'Erasmus, rischiano di non potersi recare alle urne a esprimere il proprio voto, in concomitanza delle imminenti elezioni politiche.


Il D. l. 223/12 convertito nella L. 232/12, garantisce la possibilità di votare tramite corrispondenza a militari, appartenenti alle forze dell'ordine, professori e ricercatori. Gli studenti Erasmus sono esclusi dall'elenco e non possono neanche iscriversi all'AIRE, se non residenti all'estero da più di dodici mesi. Attualmente quindi, per circa venticinquemila ragazzi e ragazze, si prospetta l'evidenza di poter usufruire del diritto più nobile concesso dallo Stato Italiano, solo a patto di sostenere gli alti costi di un rientro forzato nella madrepatria.

Credo possa convenire anche Lei, sul fatto che il trasferimento momentaneo a fini di studio in un paese Europeo, costituisca un opportunità formativa decisamente fruttuosa, se non cruciale, per la maturazione dell'individuo e l'arricchimento del personale bagaglio culturale. Credo possa altresì concordare sul fatto che il diritto/dovere di voto identifichi non soltanto lo stato giuridico di una persona; ma anche la sua stessa esistenza: vita e voto insomma sono due fattori inscindibili.

Privare circa ventimila studenti del diritto al voto; in estrema sintesi equivale a negare l'esistenza di questi ragazzi, ponendoli su un piano totalmente diverso rispetto a tutti gli altri residenti sul suolo italiano. Questo, oltre a essere incostituzionale, a me sembra anche disumano e ferocemente diseducativo. Per queste giovani donne e uomini si dovrebbe invece creare un terreno fertile, in cui parole come Giustizia, emancipazione e Libertà abbiano ancora una sostanza reale, anziché essere sostantivi inariditi.

Tra l’altro giace in Parlamento una legge sul voto per gli studenti fuori sede del Sen. Pancho Pardi ( Ddl 3054, 6 dicembre 2011). Io, insieme a tanti altri ragazzi della mia città, abbiamo iniziato questa piccola rivoluzione dai referendum del 2011, favorendo il voto degli studenti fuori sede.

Sono quindi a pregarLa vivamente di porre rimedio a questa situazione, sollecitando all'attuale Governo un decreto urgente, così da evitare che un diritto civile si tramuti in un diritto negato, per migliaia di giovani: i germogli dai quali nascerà l'Italia e l’Europa del domani.

Fiducioso nella sua estrema sensibilità, Le auguro buon lavoro e porgo cordiali saluti.

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