Elezioni Politiche 2013

Di Giuseppantonio e Menna esclusi dalle politiche, l'Udc si sospende

I comitati e la direzione provinciale del partito incrociano le braccia per le elezioni politiche di febbraio, contro le scelte dei vertici nazionali di non includere nelle liste le personalità locali

Promettono di non impegnarsi per le elezioni politiche del prossimo febbraio, per “difendere l’onore della classe dirigente regionale del partito”. Protesta eclatante dell’Udc locale, che rompe con le linee guida dei vertici nazionali e incrocia le braccia per opporsi alle grandi esclusioni di Enrico Di Giuseppantonio, che per il Parlamento si era dimesso da presidente della Provincia, salvo poi tornare indietro, e Antonio Menna, capogruppo in consiglio regionale.

Si autosospendono dunque il comitato e la direzione provinciale Udc dalle cariche nel partito a livello locale per protestare contro la composizione delle liste per le prossime elezioni parlamentari, stilate dai vertici nazionali del partito. Una scelta condivisa dai sindaci, dagli amministratori provinciali, comunali e degli enti pubblici locali.

La decisione è stata presa ieri (giovedì 17 gennaio) a Lanciano nel corso di una riunione. Per i rappresentanti provinciali l’Abruzzo e in particolare la provincia di Chieti subirebbero nella scelta dei candidati al Parlamento “un ‘ennesima ingiustizia che mortifica il territorio e umilia chi da anni è impegnato attivamente per sostenere i valori e i principi dell’Udc, per assicurare una continua e riscontrabile crescita del partito a livello locale”.

Parlano di “una brutta ferita, stavolta difficilmente sanabile, il cui dolore è alleviato solo dalle innumerevoli testimonianze di solidarietà e dalle manifestazioni di dissenso rispetto alle scelte imposte dall’alto da parte di iscritti, anche giovani e donne, di esponenti della società civile e di semplici cittadini. La decisione presa dai vertici nazionali del partito – dicono - fa pensare a un patto di desistenza, una strategia per indebolire l’Udc e la sua struttura organizzativa locale, che peraltro si è sempre attenuta alle direttive imposte dagli organi nazionali dimostrando puntualmente una fedeltà raramente riscontrabile”.

In particolare, i vertici dell’Udc locale lamentano che nella composizione delle liste nella circoscrizione abruzzese non sono state tenute in considerazione le indicazioni dei comitati provinciali, che conoscono il territorio e vi lavorano ogni giorno. In particolare, accusano il partito di aver “privilegiato personaggi che nulla hanno a che vedere con la linea politica adottata dall’Udc sia a livello regionale che nazionale”. Quel che pesa di più è la mancanza “di nomi autorevoli e di supporto per il raggiungimento di risultati importanti”.

La scarsa considerazione degli esponenti del partito in provincia di Chieti pesa ancora di più dal momento che negli ultimi anni il chietino è stata la roccaforte dell’Udc in Abruzzo, raggiungendo il 15 % alle provinciali del 2009, alle amministrative di Chieti nel 2010 e a Lanciano nel 2011. In più gli esponenti locali rivendicano l’appartenenza alla provincia più popolosa ed economicamente rilevante della regione.

“In provincia di Chieti – spiegano dal partito – è presente un elevato numero di amministrazioni locali a guida Udc, segno della vicinanza della qualità della classe dirigente provinciale. La scelta di dimostrarsi totalmente sordi alla base abruzzese del partito – concludono gli esponenti locali – denota un disarmante disinteresse verso questo territorio e la sua gente”. 

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