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Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso conquista un seggio in Senato

La sua carriera politica inizia nel 1995, come presidente della Provincia di Pescara, ma si interrompe bruscamente nel 2008, quando scattano gli arresti domiciliari. Assolto da tutte le accuse, torna nel 2014 e viene eletto governatore

Alla fine, Luciano D'Alfonso è riuscito a conquistare un seggio al Senato della Repubblica. A quasi 10 anni dall'arresto nell'ambito dell'inchiesta "Housework", piombati sull'allora sindaco di Pescara, l'attuale presidente della Regione Abruzzo è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Nonostante il tonfo del Partito Democratico e le contestazioni feroci ricevute negli ultimi mesi, le urne lo hanno premiato e non è ancora chiaro se, come chiesto anche da alcuni componenti della sua giunta, D'Alfonso firmerà le dimissioni da governatore. 

Nato a Lettomanoppello nel 1965, sposato, padre di tre figli, D'Alfonso è il politico di professione per eccellenza. La sua carriera politica inizia nel 1995, quando, a 30 anni, diventa il più giovane presidente della provincia d'Italia. Nel 2000 entra in consiglio regionale tra i banchi del Partito popolare italiano, di cui diventa capogruppo, durante la legislatura guidata dal centrodestra di Giovanni Pace. 

Il 9 giugno 2003, diventa sindaco della città di Pescara, riconfermato cinque anni dopo al primo turno. Nel fratemmpo, nel 2007, viene eletto segretario regionale del Partito Democratico. Ma la sua ascesa si interrompe a pochi mesi dalla sua rielezione a primo cittadino. Il 15 dicembre 2008, D'Alfonso viene sottoposto agli arresti domiciliari perché, secondo la procura di Pescara, avrebbe ricevuto tangenti da parte di imprenditori suoi amici. Gli arresti vengono revocati alla vigilia di Natale, ma D'Alfonso ha già presentato le sue dimissioni, ritirate a gennaio 2009, a cui segue un'autosospensione. A febbraio del 2013, D'Alfonso viene assolto da tutte le accuse con formula piena. 

A questo punto, Luciano D'Alfonso prepara il suo ritorno sulla scena politica abruzzese. E lo fa presentandosi alle imminenti elezioni regionali, a capo di una coalizione di centrosinistra, sostenuta da Pd, Sinistra, Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Centro Democratico e alcune liste civiche. Il 26 maggio 2014 viene eletto con il 46,3% dei voti, contro il 29,26% del presidente uscente Gianni Chiodi. Ma il consenso verso D'Alfonso, specialmente negli ultimi mesi, è calato in maniera vertiginosa. 

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