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Di Florio (+Europa con Emma Bonino): “Riconoscimento delle unioni civili anche a Chieti”

Le proposte del candidato alla Camera sull’allargamento delle tutele civili e sociali in Abruzzo

"L’approvazione delle leggi sul testamento biologico e sul riconoscimento delle unioni civili e delle coppie di fatto hanno inaugurato anche sui territori una nuova stagione fondata sul riconoscimento delle libertà individuali e familiari. In alcuni Comuni, come Pescara, Montesilvano, Francavilla e Spoltore, l’istituzione del registro delle unioni civili ha allargato e regolamentato la sfera dei diritti alle convivenze e alle persone maggiorenni che vivono insieme, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Ma in tante altre realtà, come ad esempio Chieti, questa battaglia di civiltà è stata persa. Se Berlusconi promette in campagna elettorale di abolire le unioni civili, noi di + Europa sosteniamo l’importanza di portare in Parlamento una riforma del diritto di famiglia, nella prospettiva di superare le discriminazioni in materia di matrimonio, unione civile, riconoscimento automatico dei figli alla nascita e opportunità dei figli di genitori separati". A lanciare la proposta di una legge nazionale del diritto di famiglia è Nico Di Florio, candidato capolista alla Camera dei deputati per la lista + Europa con Emma Bonino nel collegio proporzionale Chieti – Pescara.

Secondo Di Florio alcuni passi in avanti sui temi della tutela dei diritti civili e del superamento delle discriminazioni sessuali sui territori sono stati fatti ma è importante che si continui a lavorare per ampliare la sfera delle libertà. "L’istituzione del registro delle unioni civili - dice - deve essere necessariamente estesa a tutte le realtà territoriali abruzzesi, Chieti in primis. Il riconoscimento giuridico della coppia formata da persone dello stesso sesso e, più in generale, delle coppie di fatto a prescindere dall’orientamento sessuale, rientra tra quelle conquiste ormai mature nell’immaginario dell’opinione pubblica, che avvicinano l’Italia all’Europa. Soltanto una certa classe politica, ancorata a pregiudizi e discriminazioni, tenta anacronisticamente di resistere.

Noi di + Europa – rimarca – crediamo nella valorizzazione di politiche che riconoscano e tutelino i diritti civili e l’autodeterminazione. A un anno esatto dalla morte di dj Fabo in una clinica Svizzera, la cui battaglia è divenuta il simbolo della lotta per la regolamentazione del fine vita, siamo ancora più consapevoli della libertà e della responsabilità della persona in tutte le fasi che vanno dall’inizio alla fine della vita. Anche la Corte europea dei diritti umani garantisce la centralità della persona e dei suoi diritti all’interno dell’ordinamento giuridico nazionale. Per questo, dopo l’approvazione della legge sul testamento biologico, riteniamo importante che il Parlamento si impegni a discutere le proposte di legge in tema di fine vita, a partire da quella di iniziativa popolare già depositata alla Camera dei deputati".


 

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