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Enrico Raimondi (L'Altra Chieti): “Torniamo a tenere conto delle persone”

Diritto alla casa, reddito minimo garantito e una funicolare sempre attiva tra Madonna delle Piane e il Terminal tra le priorità del candidato sindaco Raimondi. "Ma prima - avverte - è necessario mettere a posto i conti del Comune"

Con i suoi quasi 36 anni Enrico Raimondi è il candidato sindaco più giovane alle amministrative di Chieti. Avvocato e dottore di ricerca in Diritto del Lavoro, sposato e padre di due figli, Raimondi è stato consigliere comunale, capogruppo dei Democratici di Sinistra e presidente del Consiglio comunale tra il 2005 e il 2010.  A maggio 2014 si è presentato alle regionali sostenendo il candidato presidente Maurizio Acerbo nella la lista Un’altra Regione.

Perché si candida?

Perché con l’Altra Chieti riteniamo sia necessario avere una sinistra forte in città in grado di andare oltre e che ci sia un forte bisogno di un’amministrazione che tenga in considerazione le persone.

Il vostro motto è infatti “prima le persone”: gli altri cosa mettono prima secondo voi?

Non lo sappiano, ma è evidente che se si continuano a fare progetti megagalattici forse si fanno gli interessi di qualche imprenditore che vuole continuare a cementificare sulla collina.

Il programma elettorale in 5 punti:

Garantire il diritto alla casa contrastando la legge regionale e nazionale che adesso impone la vendita di tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica per fare cassa e prevede lo spostamento degli inquilini che non sono in grado di acquistare.

Introdurre il reddito minimo garantito che non è una prestazione assistenziale, ma una necessità di chi ha perso il lavoro e dei lavoratori precari che a fronte di questo aiuto possono tentare di avviare una qualche attività sociale e rendersi utili.

Collegare Chieti e Chieti Scalo: penso a un collegamento veloce e sempre attivo, anche di notte, con una funicolare che da Madonna delle Piane arrivi su al Terminal.

Riorganizzare l’apparato amministrativo dell’ente con l’istituzione di un Ufficio relazioni col Pubblico, che il Comune ad oggi non ha, e la totale informatizzazione dell’ente per snellire la burocrazia.

Riorganizzare le attività di Chieti Solidale e Teate Servizi: per la prima è necessario aumentare l’orario di lavoro degli operatori socio-assistenziali, che adesso è di 12 ore a settimana, per la seconda occorre stabilizzare i precari. In entrambi i casi, si devono trovare le risorse.

Città che si svuota, scarsità di parcheggi e problemi del commercio: come affronterete questi temi?

La funicolare sempre attiva tra lo Scalo e la parte alta potrebbe portare  gente sul colle e, alla lunga, ripopolarlo. A Chieti alta inoltre è fondamentale riorganizzare i servizi per gli universitari ad esempio con una biblioteca aperta fino alle 23 e degli infopoint che aiutino la ricerca di una casa. Per quanto riguarda i posti auto, io non credo sia possibile realizzare a Chieti il parcheggio sotterraneo: occorre invece potenziare quelli esistenti e aumentare quelli di Madonna delle Piane, da dove partirebbe la funicolare. Sul commercio infine, noi proponiamo l’aumento dei tributi per i proprietari di locali commerciali - ma anche di case - sfitti da oltre un anno e usare queste risorse per abbattere i costi degli esercenti attivi e di tutti gli altri proprietari. Il concetto è: o si abbassa il prezzo dell’immobile o aumentano le tasse. 

La sua coalizione come interviene sull’ambiente?

Dicendo no a nuove costruzioni a Chieti, come Megalò 2 e Megalò 3, provvedendo alla realizzazione di aree verdi attrezzate, bonificando le zone inquinate e salvaguardando il fiume Pescara, dove bisogna fare il parco fluviale lavorando con gli altri Comuni.

Se fossi sindaco… cosa farebbe Raimondi i primi 100 giorni? 

Prima di agire è necessario mettere a posto i conti per cui farei un’attenta verifica dei conti del Comune e metterei subito mano alla macchina amministrativa, quindi rivedere i settori, far ruotare i dirigenti, verificare il fabbisogno del personale. Poi provvederei a una ricognizione attenta dei debiti che l’Ente ha nei confronti dei fornitori.

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