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folla e abbracci in piazza

folla e abbracci in piazza

Di Primio bis: "Farò le cose con amore"

Bagno di folla e festa fino a tardissimo in piazza Valignani. Con il 55% dei voti Di Primio è stato riconfermato sindaco di Chieti per i prossimi cinque anni

“Una sola parola devo dire qui a tutti e devo far viaggiare per tutta Chieti stasera: grazie” sono le prime dichiarazioni di Umberto Di Primio che continua a essere sindaco della città. Con il 55% dei voti la sua coalizione di centrodestra ha battuto il Pd e il centrosinistra di Luigi Febo, attestatosi al 45%. Il tutto in un ballottaggio che però ha visto recarsi alle urne poco più del 50% degli elettori.

Di Primio viene accolto dalla folla di sostenitori e candidati già in festa verso l’1 di notte. Gli vanno incontro lungo corso Marrucino, poi i cori da stadio, gli abbracci – il primo con Mario Colantonio – le strette di mano. Lui indossa la sciarpa del Chieti coi colori neroverdi. E Febbo non smette di intonare “Cucù, cucù, Di Paolo non c’è più”. Ma dopo pochissimi minuti arriva Luigi Febo a stringere la mano al sindaco. "Gesto da gran signore" commenta qualcuno senza alzare troppo la voce.

Bagno di folla e di sudore, viste le temperature esotiche nella sede elettorale di piazza Valignani. Qualcuno stappa lo spumante, tutti vogliono vedere il sindaco, lo vogliono toccare come fosse una statua. Di Primio finalmente sale in piedi a parlare su una delle nuove panchine in piazza che lui stesso ha inaugurato pochi mesi fa. Qualcuno domani pulirà, ma stanotte è la festa del centrodestra a Chieti e di tutti quelli che ci hanno creduto. I traditori, ripeterà più volte Di Primio, sono già tutti fuori.

“Abbiamo dovuto sudare ma c’è una differenza rispetto a 5 anni fa – sottolinea – stavolta non hanno vinto i partiti: oggi vince l’intera città. L'unica cosa che è rimasta intatta è questa sciarpa nero verde che Emiliano (Vitale ndr) mi portò 5 anni fa e che mi ha riportato oggi”.

E qui scattano i ringraziamenti per una campagna elettorale definita ‘durissima’, ringraziamenti che Di Primio rivolge soprattutto “a quelli che non entreranno in consiglio. Noi – promette - faremo tutto con amore perché amiamo questa città fino in fondo. Ho intenzione di nominare un grosso comitato di dieci persone alle quali chiederò di darmi una mano per fare da subito la Chieti del futuro. Non ho patti con nessuno, non ho fatto apparentamenti” ribadisce Di Primio, che vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “Ma ho i sassi nelle scarpe - scherza- rischierei di rompere la fontana”. E via con gli applausi.  

“Sull’ospedale – inizia  - non lascerò un minimo spazio alla Regione finché non ci dirà cosa vuole fare della Cardiochirurgia e cosa vuole fare dell’ospedale di Chieti. E ancora: la Regione deve darci quello che vogliamo per il teatro Marrucino. La prima telefonata domani mattina sarà al presidente della Regione D’Alfonso affinché mantenga quello che ha promesso. Io - aggiunge - non ho mai festeggiato con così tanta gente un evento politico, ma adesso comincia una fase nuova". 

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