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La querela di Di Paolo

La querela di Di Paolo

Di Paolo querela Di Primio per diffamazione, ma lui replica con il verbale

Il sindaco aveva accusato il suo ex vice di aver fatto nominare, quando era consigliere regionale, la moglie nel cda di un Consorzio pubblico. Il leader di Giustizia sociale va dai carabinieri e pubblica la denuncia su Facebook, ma il primo cittadino posta il Bura del 2005

Si fanno bollenti gli ultimi giorni di campagna elettorale, scanditi da accuse e querele per diffamazione postate sui social network. Una è arrivata proprio ieri mattina (lunedì 8 giugno) diretta al sindaco uscente Umberto Di Primio, che aveva accusato Bruno Di Paolo, alleato per il ballottaggio con il candidato sindaco di centrosinistra Luigi Febo, di aver fatto nominare, mentre era consigliee la propria consorte al Consorzio per lo sviluppo industriale del Sangro.

Alle accuse, sempre lanciate su Facebook, del suo ex alleato, Di Paolo ha replicato andando dai carabinieri di via Arniense e accusandolo di “buffoneria”, invitandolo a tirare fuori “il documento di nomina con la mia firma in calce e lo mostri a tutti”. Di Primio, dal canto suo, non ha tardato a replicare, rigorosamente online, postando questa mattina il decreto di nomina, firmato nel 2005 dall’allora presidente del consiglio regionale Marino Roselli, in cui la signora Aurora Teresa Di Croce è nominata membro del cda del Consorzio.

Ma Di Primio aveva accusato Di Paolo anche di aver avanzato ricorso per ottenere il vitalizio da consigliere regionale. “La realtà – ribatte il candidato di Giustizia Sociale – è che non prendo alcun vitalizio, non ho fatto alcun ricorso per usufruirne, ma ho addirittura fatto richiesta di riduzione del 50% dell’eventuale vitalizio, al compimento del 65 anno di età”.

Al suo ex vice sindaco, Di Primio aveva anche contestato di non aver prodotto nulla nel periodo del suo incarico. “Allora – incalza Di Paolo – tiri fuori l’elenco completo delle delibere portate in giunta nel periodo in cui sono stato vice sindaco, così sarà smentito pubblicamente”. Ora che la querela è stata depositata, il leader di Giustizia sociale lancia una sfida al suo ex alleato: “Davanti al giudice verranno a galla le bugie con le quali sta cercando, pateticamente, di acquisire consensi”. 

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