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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Elezioni Comunali 2015

7 candidati sindaco su 8 firmano la Carta di Pisa

Nell'incontro promosso da Libera contro le mafie e Avviso pubblico - unico assente D'Aloisio di Noi con Salvini - i candidati hanno parlato di trasparenza, legalità, moralità, impegnandosi a rispettare, se eletti, il codice etico della buona politica

Sette candidati sindaco – assente Antonello D’Aloisio di Noi con Salvini – in giacca e cravatta, pronti ad estrarre a sorte una domanda e convincere associazioni ed elettori di essere ligi agli impegni di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore. Così questa mattina (venerdì 8 maggio) l’associazione Libera contro le mafie e Avviso pubblico hanno riunito nella sala consiliare della Provincia i candidati allo scranno più alto di palazzo d’Achille Ottavio Argenio (Movimento 5 stelle), Roberto Di Monte (Rinnoviamo Chieti), Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale), Umberto Di Primio (centrodestra), Luigi Febo (centrosinistra), Donato Marcotullio (Ideabruzzo) ed Enrico Raimondi (L’Altra Chieti).

Obiettivo del confronto, la firma della cosiddetta Carta di Pisa, codice etico della buona politica redatto in 23 articoli da esperti e amministratori locali, coordinati dal professor Vannucci dell’università di Pisa, già adottato da 40 enti locali e centinaia di amministratori.

Un dibattito equo e senza grosse polemiche, se si esclude qualche stoccata, neppure troppo velata, che Di Paolo, ex vicesindaco di Di Primio, ha lanciato all’attuale primo cittadino dopo che questi ha abbandonato la sala per un impegno già preso. Tre domande da estrarre per ciascuno, due minuti di tempo a testa per rispondere a quesiti ben precisi. Dall’impegno a non nominare soggetti condannati per reati contro la pubblica amministrazione, pienamente abbracciato da Di Paolo, agli strumenti che favoriscono la partecipazione dei cittadini, che per Di Primio vanno potenziati.

Da Febo, che ha invocato una responsabilizzazione degli uffici, a Marcotullio, che ha sottolineato la necessità di tutelare chi subisca e denunci un abuso. Raimondi ha spiegato il suo progetto di creazione di punti di aggregazione giovanile, per combattere un disagio che sempre più sfocia in bullismo o aggressioni. Il pentastellato Argenio ha assicurato che le nomine politiche saranno riservate a chi darà prova di assoluta incensuratezza, mentre Di Monte si è impegnato contro il conflitto di interessi, per cui, di fatto, manca una normativa concreta. Di Paolo, ricordando i corsi organizzati dal suo movimento, ha sottolineato che dare ai cittadini la possibilità di informarsi è un dovere degli amministratori.

Al termine del dibattito tutti e 7 i candidati hanno sottoscritto la Carta di Pisa, impegnandosi così a seguire norme morale rigidissime. Il verdetto sull’effettivo rispetto, si avrà solo fra 5 anni. 

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