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Bruno Di Paolo (Giustizia Sociale): “Non siamo l’ago della bilancia, vogliamo vincere”

Semplificazione amministrativa, movida educata e un occhio di riguardo allo sport per Bruno Di Paolo, in corsa a Palazzo d'Achille con Giustizia Sociale. E sui competitor che già siedono al Comune dice: "Siamo fortunati perché i due candidati di centrodestra e centrosinistra sono impresentabili"

Bruno Di Paolo, 58 anni, sposato e padre di due figli è il candidato sindaco di Giustizia Sociale. Già responsabile provinciale della Commissione medica di Verifica per le pensioni di guerra e invalidità civile, Di Paolo è stato consigliere regionale all’opposizione della Giunta Del Turco, nel 2010 diventa vicesindaco di Chieti, ma la delega gli verrà revocata a fine 2012 dal sindaco Di Primio. Di Paolo continuerà così il suo percorso con Giustizia Sociale fuori da palazzo d’Achille, raccogliendo sempre più adepti nel suo ufficio al centro del quartiere Santa Maria. 

Perché ha deciso di candidarsi?

Perché insieme a un gruppo di ragazzi che da sette anni stanno vivendo l’avventura di Giustizia Sociale, abbiamo iniziato un percorso di coinvolgimento delle “brave persone” che vogliono non solo cambiare la città, ma mettere Chieti nelle condizioni di essere una città.

Mettiamo in conto una sconfitta il 31 maggio: in quel caso potreste allearvi con qualcuno o è un'eventualità che avete già escluso?

Non lo abbiamo preso in considerazione perché siamo convinti di andare al ballottaggio: in questi anni abbiamo dimostrato di poter fare una politica diversa. Siamo anche fortunati perché i due candidati di centrodestra e centrosinistra sono impresentabili. Noi non ci sentiamo l’ago della bilancia come hanno scritto i giornali: siamo quelli che vogliono cambiare questa città e ci giochiamo la chance di vincere fino alla fine. Se poi non dovesse essere così vedremo insieme cosa fare, ma ad oggi non esistono assolutamente alleanze. Siamo il terzo polo e il 31 maggio vedremo se varrà la logica del partito o quella delle persone. 

I  5 punti più importanti del vostro programma elettorale

  1) Promozione di Chieti, perché viviamo in una città che ha tante cose belle ma è sconosciuta all’esterno.

 2) Semplificazione amministrativa. Oggi vivere a Chieti è difficilissimo, è complicato anche solo dover fare un certificato. Io al Comune toglierei almeno cinque dirigenti su otto, che significa un risparmio di 500 mila euro l’anno.

 3) Nuova vita alla città e movida “educata”. Rivitalizzazione della città che deve essere accompagnata anche al rispetto degli altri, perché divertimento non significa deturpazione.

 4)  Viabilità e parcheggi. Rimodulare Chieti a seconda delle esigenze della città, ho intenzione di riprendere un progetto di finanziamento di un parcheggio multipiano in via Ciampoli, zona strategica per raggiungere il centro, che avrà un’uscita diretta su via dei Crociferi.

 5) Tasse e servizi. Rimodulare le tasse e far corrispondere quello che pagano i cittadini ai servizi di cui effettivamente dispongono.

Un’idea ‘green di Giustizia Sociale per questa città?

Il mio pallino è realizzare una pista ciclabile di collegamento tra lo Scalo e Chieti - per unirla non solo a chiacchiere - una continuazione del percorso vita dell’università di 17 chilometri sull’ex tracciato ferroviario da Colle dell’Ara a via Ciampoli con dei punti di ristoro. Sarebbe un progetto in grado di dare allo stesso tempo respiro allo sport e creare lavoro.

Città che si svuota e problemi del commercio, come intende affrontare questi temi?

I due argomenti sono strettamente collegati perché se la città non va, il commercio non riparte. E’ come il cane che si morde la coda: se uno esce per la città e non trova nessuno in giro è chiaro che va a Megalò o a Pescara, se invece c’è vita resta qui. Bisogna promuovere nuove iniziative, immagino, per esempio, anche una versione di Maltattack per i più adulti. Dobbiamo proporre eventi pagando i talenti di questa città anzichè fare un solo grande evento con artisti di fuori. Crediamo molto inoltre, nel turismo culturale, ma Chieti ha tutte le carte per puntare anche su quello sportivo e religioso.

Se fossi sindaco… cosa farebbe Bruno Di Paolo i primi 100 giorni? 

Per prima cosa toglierei le auto da piazza San Giustino, poi comincerei quell’operazione di trasparenza della macchina amministrativa aprendo le porte del Comune ai cittadini, soprattutto giovani, coinvolgendoli, anche facendo i Consigli Comunali in piazza; farei una scuola di pronto intervento per gli operatori del Comune in maniera tale che se un cittadino chiama perché, ad esempio, trova una buca davanti casa, si è subito pronti in poche ore almeno per un primo intervento.

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