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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Elezioni provinciali da rifare, il centrodestra fa l'accesso agli atti e invoca l'annullamento totale del voto

Stamani l'incontro con il segretario generale in Provincia, per chiedere un rinvio: al momento, gli amministratori di 16 comuni torneranno alle urne nel giorno dell'Antiviglia di Natale

Le elezioni provinciali da ripetere in parte rischiano di avere conseguenze ben più rilevanti che un secondo appuntamento alle urne solo per alcuni votanti. 

Com'è noto, infatti, a causa di una serie di errori nella consegna delle schede, ieri sera, al termine dello spoglio, l'ufficio elettorale ha disposto che tornino a votare, giovedì 23 dicembre, gli amministratori di 16 comuni. Si tratta di quelli con popolazione superiore a 3mila abitanti e fino a 5mila (Casalincontrada, Castel Frentano, Cupello, Miglianico, Orsogna, Paglieta, Ripa Teatina, Scerni, Tollo, Torino di Sangro, Torrevecchia Teatina) e quelli con popolazione superiore a 10mila e fino a 30mila (Atessa, Francavilla al Mare, Ortona, San Giovanni Teatino, San Salvo). 

Ora, però, il centrodestra annuncia battaglia. Questa mattina, i rappresentanti della coalizione hanno avuto un lungo colloquio con il segretario generale in Provincia. 

"Esistono certezze per gravi irregolarità che inficiano probabilmente la procedura delle elezioni", accusano Mauro Febbo (Forza Italia), Luigi Leonzio (Lega), Antonio Tavani (Fratelli d'Italia), Enrico Di Giuseppantonio (Udc) e Tonia Paolucci (polo civico). 

Gli esponenti del centrodestra, tra l'altro, dicono che "il numero delle schede scrutinate non corrispondono al numero dei votanti. Il centrosinistra e il presidente uscente dovranno assumerne la responsabilità politica".

Nel corso dell'incontro con il segretario generale, hanno chiesto un rinvio temporale, "necessario per ogni altra operazione, anche per dare possibilità ai sindaci delle città interessate di avvisare i consiglieri per un voto d'urgenza nel giorno dell'antivigilia di Natale, ove sono stati già fissati i consigli comunali per la chiusura dei bilanci in molte municipalità". Al termine dell'interlocuzione, il centrodestra ha protocollato una richiesta per l'accesso agli atti, a cui al momento non è stata fornita risposta. 

"È evidente - accusano Febbo, Tavani, Leonzio, Di Giuseppantonio e Paolucci - che chiamare sindaci, assessori e consiglieri di ben 16 Comuni a esprimere nuovamente il voto sia sul candidato presidente che sulle liste, inficia a nostro giudizio la regolarità di una elezione di secondo livello e che in questa maniera diventa addirittura di terzo livello. Siamo convinti che, al solo fine di evitare dannosi contenziosi per gli interessi di tutta la provincia di Chieti, si possa addivenire a una soluzione condivisa che inevitabilmente dovrà rivedere la procedura di voto con una nuova e completa indizione di consultazione elettorale". 

Intanto, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, il responsabile organizzativo regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ha dato mandato agli avvocati di attivarsi per un eventuale ricorso al Tar e, se ricorrono gli estremi, anche alla procura della Repubblica "contro la decisione illegittima e arbitraria di far ripetere le elezioni provinciali solo per i Comuni oggetto di errore. Il risultato è falsato in ogni caso e la procedura che si vuol seguire è fuori da ogni logica".

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