Elezioni comunali 2020

"Vittoria del centrodestra al primo turno", ma il sondaggio finisce sulla graticola

Ottimismo nella coalizione di Di Stefano per le ultime proiezioni, ma il rivale Febbo continua con gli attacchi. Carbone (Azione), però, prende le distanze dall'alleato

L'ultimo sondaggio commissionato porta ottimismo in casa centrodestra, ma fa sorgere qualche polemica. Nodo del contendere è il sondaggio diffuso dal candidato della Lega Fabrizio Di Stefano, con numeri positivi per la coalizione da lui guidata. 

Nel dettaglio, dalla rilevazione effettuata tramite 800 interviste telefoniche di cittadini di Chieti aventi diritto al voto, si evince che, ad oggi, il 52,2% di chi ha già deciso la propria preferenza, voterebbe Di Stefano, regalandogli così la vittoria al primo turno. 

Percentuali di gran lunga più basse, sempre secondo il sondaggio, per gli altri candidati: Diego Ferrara 19,7%, Luca Amicone 11,8%, Paolo De Cesare 8,4%, Bruno Di Iorio 7,9%. Il 39% degli intervistati, invece, non ha espresso una preferenza al sondaggio. 

Così, mentre il candidato di centrodestra annuncia due settimane intense in cui "raggiungeremo ogni angolo della città per trasmettere ad ogni teatino la nostra grande determinazione e convinzione in questo progetto", gli avversari non lesinano gli attacchi. 

Anzi, un avversario in particolare, l'ex alleato Mauro Febbo che, come noto, sostiene la coalizione guidata da Bruno Di Iorio. Sulla scia delle polemiche dei giorni scorsi tra i due, Febbo accusa il sondaggio di non esere veritiero e, addirittura, punta il dito contro la società che ha realizzato il sondaggio "che da visura camerale - dice - risulta inattiva dal 2018". 

L'assessore regionale continua ad accusare il rivale di mostrare "segni di nervosismo concretizzati con un insolito livore e gli attacchi personali" e incalza sull'uso del simbolo di Forza Italia tra quelli a sostegno del candidato di centrodestra. 

Contro gli interventi di Febbo, però, si schierano i suoi alleati. È il caso di Alessandro Carbone, referente teatino di Azione, che appoggia sì la candidatura di Di Iorio, ma, dice, "ci sentiamo di prendere le distanze da una polemica personale che a nulla porta, ci siamo spogliati dei nostri simboli di partito, ma per lui questa competizione elettorale si sta spostando verso una battaglia personale contro Di Stefano. Noi invece - aggiunge - con Azione Democratica, stiamo facendo  una battaglia identitaria, creando una alternativa politica vera alle destre, ma anche alla sinistra e al Pd che negli ultimi dieci anni a Chieti non è riuscito a creare una opposizione vera mettendo in campo un candidato alla carica di primo cittadino che è netta espressione di chi ha perso 5 anni fa".

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