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La sfida elettorale riparte: Di Stefano e Ferrara al ballottaggio per governare Chieti

Fino all'ultimo, il candidato di centrosinistra si è giocato il posto di sfidante con il "civico" Di Iorio: ecco com'è andata la lunga maratona elettorale

L'ufficialità è arrivata solo a tarda sera, anche se già intorno alle 19 la matematica dei dati provvisori aveva parlato chiaro: domenica 4 e lunedì 5 ottobre, saranno Fabrizio Di Stefano e Diego Ferrara a contendersi la fascia tricolore nella città di Chieti. 

Ancora una volta, cinque anni dopo, centrodestra e centrosinistra tornano a sfidarsi al ballottaggio, seppure con volti e nomi diversi, al termine di una campagna elettorale ricca di colpi di scena, frizioni in casa e sconvolgimenti causati dal Covid 19. A rendere ancora più memorabile questi mesi, c'è la "tre giorni" elettorale, iniziata domenica mattina con l'apertura dei seggi è terminata soltanto dopo le 22.30 del giorno dopo la chiusura delle urne, al termine di uno spoglio infinito e pieno di intoppi, nonostante l'inizio regolare. 

Per ora, al di là dei numeri, i dati certi sono pochi.

Uno è che la coalizione di centrodestra, partita con larghissimo anticipo rispetto alle altre (il leader della Lega Matteo Salvini venne a Chieti a dicembre 2019 per lanciare la candidatura di Di Stefano, tornando poi a febbraio, ad agosto e una settimana fa), non ha vinto al primo turno, come tanti si aspettavano e non è arrivata al ballottaggio con un vantaggio eclatante rispetto agli avversari.

Il secondo è che il centrosinistra, che ha trovato l'accordo sul nome a soli due mesi dalle elezioni, non senza frizioni interne e divorzi eccellenti, è riuscito a conquistare un'occasione per tornare a governare Chieti che, come noto, solo con Francesco Ricci (2005-2010) ha avuto un'amministrazione di quel colore. 

A giocarsi il ballottaggio sul filo di lana con Ferrara è stato Bruno Di Iorio, anch'egli medico di medicina generale, totalmente digiuno di politica attiva, scelto a marzo come candidato di un'insolita accoppiata formata da Mauro Febbo, volto teatino di Forza Italia, da cui si è autosospeso proprio per appoggiare questo progetto, e dal "renziano di ferro" Alessandro Marzoli, di Italia Viva, che dopo 15 anni in consiglio comunale ha deciso di lavorare dietro le quinte.  

La sorpresa delle elezioni comunali, però, è indubbiamente Paolo De Cesare, 28enne erede della più longeva impresa di costruzioni della città e di una delle più antiche d'Italia, senza alcuna esperienza amministrativa, che alla guida di una coalizione civica è riuscito a ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto. 

Delusione, anche alla luce del risultato teatino del referendum sulla riduzione dei parlamentari, per il Movimento 5 stelle trainato da Luca Amicone: cinque anni fa, i pentastellati riuscirono a eleggere due candidati consiglieri, che però hanno deciso di non ricandidarsi.

I risultati

L'intervista a Diego Ferrara

L'intervista a Fabrizio Di Stefano

La diretta del voto

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