Battibecchi da campagna elettorale, Di Stefano ribatte a Febbo: "Sembra una vecchia spingarda"

Il candidato sindaco di centrodestra replica all'ex alleato: "Le diversità politiche non dovrebbero far dimenticare anche i trascorsi personali"

Continua il botta e risposta tra Mauro Febbo, assessore regionale autosospesosi da Forza Italia per sostenere il candidato sindaco del polo civico Bruno Di Iorio, e il candidato del centrodestra, Fabrizio Di Stefano. 

Febbo aveva accusato Di Stefano di "non conoscenza", ribattendo alle accuse mosse alla sua coalizione. Ora, è il leghista a replicare all'ex alleato.

"Ma perché tanto livore? Ma perché tanto acredine?", si chiede. E ancora: "Io non comprendo come mai l’assessore che contesta la candidatura del centrodestra si comporti così, francamente mi dispiace; le diversità politiche non dovrebbero far dimenticare anche i trascorsi personali. Ma tant’è! E così, dopo aver cercato a destra e manca un candidato alternativo, alla fine ha tirato fuori 'il panchinaro'. Capisco che il sindaco Cucullo lo definiva 'cannoncino', ma adesso sembra più una vecchia spingarda: tanto rumore per nulla". 

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"Dice - accusa ancora Di Stefano - che 'le mattonelle rosse' da riconsegnare alla città dopo 11 anni, non sono di sua competenza, e quindi lui non se ne interessa. È come dire che siccome la Sanità non è di sua pertinenza, nemmeno il recupero dell’ospedale è di suo interesse (salvo poi andare in campagna elettorale a cercare e trovare consensi). E lo stesso vale per le opere pubbliche previste nel Masterplan, visto che sono di competenza delle infrastrutture, e così potremmo parlare per le problematiche degli Istituti Riuniti e per tanto altro ancora che esulano le sue competenze specifiche. Ma allora mi domando da teatino, a che serve avere un assessore nato a Chieti e residente a Chieti?", conclude la replica al vetriolo dell'esponente di centrodestra.

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