Popolo della Famiglia: "Sconcerto per le parole dei candidati di Chieti Viva"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Il Popolo della Famiglia di Chieti dopo la visita di Mario Adinolfi, venuto a presentare il suo libro "Il grido dei penultimi" e a sostenere la lista alle prossime elezioni comunali, si dice stupito dalla presa di posizione critica di Chieti Viva che parla di chiusura della nostra città in caso di affermazione elettorale del centrodestra e di applicazione delle idee esposte da Adinolfi.

Oltre al fatto che, come lo stesso ha detto, evidentemente sarebbe il caso di leggere quanto da lui scritto prima di commentarlo, ci chiediamo quali delle nostre proposte a favore della crescita della natalità o del sostegno alle donne che lavorano non piacciono a Chieti Viva, che, tra l'altro, parla di "alleati della Lega al governo della città da dieci anni" che "hanno deciso di tagliare, in particolare con la chiusura degli asili e la soppressione degli scuolabus" dimenticando che il Popolo della Famiglia non ha partecipato a quelle esperienze amministrative e che, in occasione di questa campagna elettorale, c'è stato un dibattito al quale il PDF non si è sottratto che ha riguardato proprio le proposte per le famiglie, riguardo alle quali è sempre bene precisare queste si formano, per la nostra Costituzione, quando c'è un matrimonio.

Per questo noi per le famiglie, che nascono da un impegno duraturo preso pubblicamente, continueremo a chiedere e proporre varie forme di sostegno, anche sul tema degli asili nido e degli scuolabus, che sono servizi essenziali su cui troppo spesso si è registrata in Italia una certa disattenzione, che peraltro ha riguardato anche realtà amministrative governate dal centrosinistra. Altre forme di unione sono da noi guardate con rispetto, soprattutto nel caso di presenza di figli, che per noi meriteranno sempre un'attenzione altissima, perché per noi non ci sono figli di serie A e serie B. Semplicemente non consentiremo che l'affermazione di questo principio porti a scelte politiche di fatto discriminanti per la famiglia.

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