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Il cittadino Augusto D'Achille ai candidati sindaco: "Presentate progetti tramite finanziamenti europei"

D'Achille chiede di realizzare opere per contrastare "il declino iniziato dopo tangentopoli"

Una lettera aperta ai candidati sindaco alle prossime amministrative a Chieti. A scriverla è il cittadino Augusto D'Achille che ripercorre la storia degli ultimi anni a partire dalla "tangentopoli DC del 1993, con l’arresto dell’intera giunta comunale che ha - secondo D'Achille - avviato l'inesorabile e ininterrotto declino della città fino al dissesto attuale".

Da lì in poi racconta il cittadino di Chieti "sono stati esportati tutti i gioielli della città dalla Banca d’Italia ai militari, dalla Cassa di Risparmio fallita a molti uffici pubblici trasferiti. Sono scomparse diciotto aziende che hanno lasciato sul lastrico 10 mila disoccupati nel disinteresse delle autorità, professionisti e sindacati. Evaderà anche l’università? Se ne parla sottovoce. Il Comune è in predissesto con oltre 30 milioni di debiti. Molti servizi sanitari e sociali dismessi, l’ospedale clinicizzato depotenziato".

Della classe politica democristiana di allora Augusto D'Achille salva solo l’ex sindaco Nicola Buracchio che "fu il primo in Abruzzo insieme al collega di Pescara Antonio Mancini a realizzare l’autostrada Torano-Pescara; ad avvicinare le due città costruendo l’asse attrezzato e la transcollinare. Hanno fondato l’ateneo D’Annunzio, la fiorente industrializzazione della Valpescara per l’occupazione di 15 mila giovani. Ha realizzato il Ciapi e avviato la costruzione dell’ospedale clinicizzato, ha fondato i musei della città".

Ai candidati sindaco chiede di "invitare professionisti, imprenditori, la Camera di Commercio, la Confindustria, coloro che dalla città abbiamo ricevuto qualcosa a realizzare progetti attraverso i finanziamenti europei".

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