I 'ribelli' di Forza Italia contro l'Udc sul voto per la vendita della farmacia: la campagna elettorale si fa rovente

Parole dure dei quattro consiglieri che appoggiano il candidato sindaco Di Iorio, i quali spiegano perché, all'epoca, votarono a favore

Micomonaco, Costa, Di Iorio, D'Ingiullo, Vitale

Arriva la controreplica del gruppo consiliare di Forza Italia all'Udc, che aveva a sua volta attaccato il candidato sindaco Bruno Di Iorio (appoggiato dai quattro consiglieri), in merito alle dichiarazioni sulla vendita della farmacia comunale. Il partito, che è invece nella coalizione di centrodestra, aveva accusato Maurizio Costa, Marco D'Ingiullo, Maura Micomonaco ed Emiliano Vitale di aver votato a favore della vendita della farmacia comunale di Filippone.

"Vorremmo ricordare all'Udc - ribattono i quattro consiglieri - che, quando si parla della vicenda di Chieti Solidale, si fa riferimento al periodo storico nel quale la vendita della farmacia era ritenuta l’unica e insostituibile soluzione per evitare uno squilibrio finanziario nell’esercizio 2018 e che non vi erano margini per una variazione compensativa che potesse evitare la vendita della farmacia stessa. Sono cose note pure alle pietre della strada. In realtà, con quel voto non si procedette alla vendita della farmacia di Filippone, che era quella che incassava meno, vendita che tra l’altro avrebbe avuto la forma di una risoluzione consensuale con recupero dei posti di lavoro attraverso la redistribuzione del personale ed asta pubblica".

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Gli esponenti di Forza Italia (che si sono autosospesi dal partito in vista delle comunali), accusano l'Udc di "non aver capito dalle dichiarazioni di Di Iorio che aveva lo scopo di mettere in evidenza come la giunta non avesse per nulla pensato e a maggior ragione trovato misure alternative a quella scelta, invece di esporsi ad un voto pericolosissimo per gli equilibri dell’ente, cosa peraltro in quel momento pensata e convintamente difesa da molti. Proprio il non trovare soluzioni alternative (da qui la frase di Di Iorio che probabilmente ha dato fastidio 'volevano vendere' che significa appunto che non vi era strategia alcuna sulla città) determinò le famose vicende di maggioranza che videro protagonisti De Lio e Melideo della stessa Udc e Costantini della Lega, in un contesto caratterizzato da continue figure ridicole proprio dell’Udc, con la contestuale decisione di rimettere le deleghe di ben due assessori e tutti burattini ora rientrati sul carro dei presunti vincitori".

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