De Cesare contro Di Stefano su quanto fatto negli anni per la città: “Un po’ pochino"

Il candidato sindaco ha attaccato l’avversario del centrodestra sulle “fantomatiche cose fatte a favore della città”. Critiche anche a Bruno Di Iorio

Non è piaciuta al candidato sindaco Paolo De Cesare la conferenza stampa convocata da Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco del centrodestra, incentrata sulle cose fatte da quest’ultimo negli anni da esponente politico e da privato cittadino.

A margine della inaugurazione del comitato elettorale del candidato consigliere della civica 'Chi Ama Chieti' Silvia Di Pasquale, De Cesare ha rilasciato detto: "Mi meraviglio che un candidato sindaco, e mi riferisco a Fabrizio Di Stefano, abbia dedicato una conferenza stampa assolutamente autoreferenziale per porre all'attenzione fantomatiche cose fatte a favore della città, anche perchè ritengo quello che egli pone all'evidenza sia un po' pochino, dal momento che ha ricoperto il ruolo per 5 anni di senatore della repubblica, 5 anni di deputato della repubblica, 8 anni di consigliere regionale e 5 anni di consigliere comunale. Se anche io volessi, nonostante la mia giovane età, cimentarmi in esposizioni di questo tenore, descrivendo l'impegno, la beneficenza, ed il supporto in svariati contesti ed in molteplici occasioni da parte mia, della mia famiglia e come rappresentante delle associazioni e degli enti che presiedo, non basterebbe certo una giornata per essere doverosamente esaustivi".  

Per quanto riguarda il Palazzo Massangioli, "il finanziamento cui si fa riferimento è stato fine a se stesso, poichè lo stabile è in totale abbandono, con il tetto crollato da svariati anni, e nel corso del tempo ha riportato ingenti danni ed ha subito importanti infiltrazioni d'acqua".

In merito alla Casina dei Tigli, "si tratta di una concessione comunale che riguarda un'attività commerciale la quale ha lo scopo di fare profitto; sicuramente è importante creare occasioni di occupazione per il territorio, e lo dico da imprenditore rappresentante di una delle aziende industriali più antiche della città, che da circa 160 anni garantisce occupazione e benessere al territorio, oltrechè impegnato in una attività commerciale nell'ambito della ristorazione da poco avviata in centro storico".

Relativamente al Teatro Marrucino, "sul quale Di Stefano sembra voglia incentrare tutta la propria campagna elettorale, sconsiglio allo stesso di scendere su questo terreno dove, nei miei confronti, non ci sarebbe partita. E questo lo dico da componente dell'attuale consiglio di amministrazione della deputazione teatrale, che nel periodo di gerenza ha svolto, in piena sinergia con il Presidente Cristiano Sicari ed il Direttore Amministrativo Cesare Di Martino, importantissimi interventi, mai effettuati in precedenza, di riqualificazione strutturale (sostituzione portoni, infissi, tendaggi e carta da parati, rimozione integrale della moquette e posa in opera della nuova, messa in sicurezza del palco, ristrutturazione e restauro foyer storico e foyer bar, realizzazione impianti di videosorveglianza e di filodiffusione, installazione di videowall all'esterno dell'edificio, rimessa in funzione dell'orologio sul loggione fermo da oltre 20 anni), di cui gli ultimi in ordine di tempo ed in corso d'opera sono la sostituzione di tutte le poltrone di platea e dei palchi, così come l'abbattimento delle barriere architettoniche e l'installazione di un nuovo ascensore per i diversamente abili".

Dal punto di vista della programmazione artistica, "preciso al candidato Di Stefano che, in merito alla legge regionale 40/2001, sono svariati anni che la stessa è stata abrogata, quindi non è più vigente. Inoltre, anche quando la legge era in essere e al governo della Regione Abruzzo c'era il partito di cui egli era vice coordinatore regionale, al Teatro venivano rivolti finanziamenti al di sotto della metà di quelli cui fa riferimento lo stesso Di Stefano. Parimenti, non è affatto vero che la legge regionale 40/2001 abbia consentito al Marrucino di entrare nel novero dei teatri di tradizione poichè si conserva ancora il manifesto, all'interno della struttura, di tale riconoscimento, avvenuto nel 2003 grazie al Maestro Rendine ed ai meriti artistici dell'istituzione, poichè tale discrezione è disciplinata dall'articolo 28 della legge 800/1967, il quale precisamente recita 'Il ministro per il turismo e per lo spettacolo, sentita la commissione centrale per la musica, può con proprio decreto, riconoscere la qualifica di teatro di tradizione a teatri che dimostrino di aver dato particolare impulso alle locali tradizioni artistiche e musicali e la qualifica di istituzione concertistica orchestrale alle istituzioni con complessi stabili o semistabili a carattere professionale che svolgano annualmente almeno cinque mesi di attività". Inoltre, tengo a precisare che nel dicembre 2015, insieme al presidente Sicari e al direttore Di Martino, ci siamo recati a Ferrara per siglare,  un accordo transattivo il quale ci ha permesso di rientrare nel circuito a pieno titolo".

"Non si ha riscontro agli atti di una liberalità di 30mila euro rivolta al Teatro dal candidato Di Stefano, dallo stesso presuntamente erogata per garantire alla programmazione la terza opera e non perdere il titolo di "teatro di tradizione", circostanza questa non vera poichè trattasi di un riconoscimento di qualità e non solo di quantità. E in tema di liberalità, anche io ho provveduto, a spese della mia azienda, alla ristrutturazione della fossa degli orchestrali, ed inoltre avevo in animo di restaurare l'intera facciata esterna".

Infine De Cesare parla anche del candidato Bruno Di Iorio. "Con onestà intellettuale, da amministratore della deputazione, devo riconoscere la passione e la partecipazione dimostrate dal candidato Di Stefano attraverso l'atto tangibile di sottoscrizione di un abbonamento di palco da alcuni anni. Circostanza ben differente quella del candidato sindaco Bruno Di Iorio, il quale parla continuamente di teatinità, ma dell'emblema della teatinità, il nostro Teatro, non ricordo negli ultimi cinque anni abbia mai varcato la soglia di ingresso".

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