Il "j'accuse" di Micomonaco: "Chieti non è in vendita, ecco perché appoggio il candidato Di Iorio"

La consigliera uscente, autosospesa da Forza Italia come l'assessore regionale Febbo, lancia un appello alla città in una lettera aperta

"Chieti non è in vendita". È la conclusione della lettera aperta della consigliera uscente Maura Micomonaco, uno dei nomi più chiacchierati di questa insolita campagna elettorale estiva. Perché Micomonaco, fedelissima dell'assessore regionale Mauro Febbo, era stata nominata delegata comunale di Forza Italia a Chieti nel mese di febbraio. 

Poi, una settimana dopo l'autosospensione di Febbo dal partito, per decretare l'appoggio al candidato sindaco Bruno Di Iorio, la stessa decisione era stata presa da Micomonaco. Una rottura netta con la coalizione di centrodestra, che invece appoggia il candidato della Lega Fabrizio Di Stefano. 

"Come cittadina di Chieti - scrive - rilevo che molte questioni attinenti ai problemi infrastrutturali, urbanistici, economici, commerciali e sociali della mia città non sono state risolte. Tali problematiche dovrebbero invece essere messe al centro di un ragionamento sistemico da cui far derivare un nuovo progetto per lo sviluppo del nostro capoluogo per l’imminente domani".

"Questa situazione - aggiunge - senza sottrarmi a nessuna delle responsabilità a me attribuita quale consigliere, purtroppo è stata determinata anche e soprattutto da un atteggiamento di chiusura verso le proposte emanate dal gruppo consiliare che presiedo in consiglio comunale. Ed è proprio questa chiusura, diventata specialmente negli ultimi due anni una tombale mancanza di dialogo tra la giunta ed il mio gruppo in consiglio, che ha costretto me insieme ai colleghi di partito a fare una scelta forte, tanto dolorosa quanto estremamente determinata, volta alla necessità di continuare a lottare per il bene della mia città".

Il riferimento è allo strappo tra il gruppo di Forza Italia e la maggioranza del sindaco Umberto Di Primio, che a giugno dell'anno scorso aveva addirittura portato all'annuncio di dimissioni da parte del primo cittadino, poi ritirate.

"Questa scelta - spiega Micomonaco - non poteva che portarmi ad aderire al progetto politico dell’assessore regionale Mauro Febbo, sia per il profilo personale e politico forte e carismatico, il quale ha da sempre dimostrato l’amore per la propria città e ha dato per essa anima e corpo oltre che essere esempio di lealtà e coerenza politica, sia per orgoglio e senso di responsabilità per la mia comunità. Sentimenti che sono sempre stati forti in me e si sono ulteriormente rafforzati a seguito degli ultimatum, degli opportunismi, delle ipocrisie e degli indegni comportamenti, che a volte hanno rasentato i livelli più bassi della decenza, sentimenti rafforzati sia a livello individuale che collettivo e che in molti hanno dimostrato in questo avvio di campagna elettorale a Chieti con atteggiamenti irriguardosi verso il senso di appartenenza alla comunità teatina e, soprattutto, sprezzante autoreferenzialità. Forse - attacca - qualcuno pensa di venire a comandare a Chieti per battesimo romano! Tralascio anche le varie bandiere che cambiano direzione al cambiar del vento, visto che a Chieti sono conosciutissime, tanto più evito di commentare il calcio mercato politico teatino, che vede la corsa al più veloce completar delle squadre e pronti ad indossare qualsiasi maglia a fronte dell’ingaggio più alto".

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"Vorrei invece dire alla comunità politica che ho il privilegio di rappresentare e a tutta la cittadinanza di Chieti - aggiunge - la città nella quale sono nata, cresciuta e nella quale pretendo di vivere con dignità, che è arrivato il momento di fare tutti insieme uno scatto di orgoglio in un momento nel quale occorre praticità, buon senso, attaccamento alla propria terra ed ai suoi valori, fiducia in noi stessi ma soprattutto autonomia decisionale. Viviamo un contesto nel quale occorre contrastare il costante appiattimento piramidale dei livelli politici, dal nazionale al regionale e fino al livello comunale. Tale appiattimento sbatte fuori dai luoghi dove risiede il decisore politico il senso costituzionalmente garantito della partecipazione del cittadino alla vita politica ed istituzionale, sottraendogli a priori la scelta dei propri rappresentanti e il rapporto diretto, come elettore, la possibilità di scegliere nel proprio alveo politico di appartenenza chi lo deve rappresentare al massimo livello. È successo con la elezione in Parlamento. Sta riaccadendo ora nella scelta di chi deve guidare una coalizione. Allora Chieti deve alzarsi in piedi, perché in tal senso sarà una città che può diventare luogo di grande cambiamento di marcia in questo appuntamento elettorale. Sono felice che questo spunto di riflessione e questa opportunità provengano per la sua città proprio da Mauro Febbo. Adesso è il momento che tutti noi cittadini di Chieti scendiamo in campo per far capire che Chieti non è in vendita".

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