Angeloni (La Teatinità) contro la visita di Salvini: "Chieti non ha bisogno dei politici nazionali"

Il candidato consigliere sollecita gli avversari a lavorare "per recuperare la storia della città"

"Chieti ha bisogno di recuperare la propria storia, non dei politici nazionali". Parola di Giustino Angeloni, candidato consigliere nella lista La Teatinità, a sostegno di Paolo De Cesare, che si scaglia contro la visita del segretario della Lega, Matteo Salvini, che arriverà in città giovedì.

"Fino ad ora - accusa Angeloni - tutti i nostri competitor hanno condotto una campagna elettorale generica o uno show personale, mancando di precisione e di tatto nell'affrontare concretamente e responsabilmente le problematiche non più rinviabili di questa città".

Il candidato invita gli avversari a occuparsi in primis "del lavoro, sul quale incombono i numeri drammatici della disoccupazione, specialmente quella giovanile: la coalizione di cui faccio parte, attraverso il proprio candidato sindaco Paolo De Cesare, renderà pubblico a breve un piano strategico per la creazione di nuova occupazione, anche attraverso la sinergia con il mondo della formazione scolastica e accademica, in una nuova veste del comune quale casa aperta alle istanze di tutti coloro che vogliono imparare una occupazione o specializzarsi".

Ancora, tra i nodi più urgenti da risolvere per Angeloni c'è quello dei servizi al cittadino, compresi quelli essenziali. Solo pochi giorni fa, De Cesare, in qualità di presidente provinciale di un'associazione di consumatori, ha diffidato l'Aca.

"Il capoluogo teatino - invita Angeloni - deve recuperare la propria autorevole rappresentanza nei tavoli della politica regionale, e questo può farlo solo ripartendo dai propri punti di forza, uno su tutti la propria storia, perché il nostro futuro è già scritto nel nostro passato. Non credo che i politici nazionali, i quali nei prossimi giorni verranno a sostenere i propri candidati di partito (il riferimento è alla visita di Salvini in programma giovedì, ndc), potranno essere d'aiuto in questo percorso di rinascita".

"Una rinascita civica la quale, una volta al governo della città - dice - faremo camminare speditamente su tre direttrici primarie: la ricognizione precisa di quelli che sono i debiti e i crediti dell'ente e delle municipalizzate, poiché qualsiasi processo è inattuabile se non si quantifica il deficit reale; la concretizzazione di un nuovo progetto urbanistico che ridisegni la città; il superamento degli steccati ideologici e partitici, in nome di una matrice civica e civile, per aggiornare il concetto di maggioranza e minoranza. La prima sarà il contenitore di tutte le persone di buon senso che hanno a cuore il bene della città, la seconda rappresenterà coloro che persevereranno in una opposizione preconcettuale, dimostrando ancora una volta i limiti di certa politica". 

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