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Canoni raddoppiati e carenza d'acqua, ma al consorzio di bonifica sud si assume

L'accusa al veleno di Febbo: "In questi ultimi anni si è pensato più a mangiare che al problema dell'acqua trasformando l'ente in un vero e proprio postificio ad uso e consumo di pochi fortunati"

Due nuovi assunti, come figure tecniche da inserire nella pianta organica del Consorzio di bonifica sud. Non ci sarebbe nulla di strano, se non si trattasse dello stesso consorzio che ha aumentato i canoni idrici del 40 per cento, scatenando così le proteste degli agricoltori. Lo stesso che, secondo la denuncia del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, non garantirebbe i livelli minimi di acqua nella diga del Chiauci per garantire adeguato approvigionamento.  

Proprio Febbo denuncia, carte alla mano, le due nuove assunzioni effettuate dal commissario Franco Amicone. Il 2 maggio, sono state emanate due delibere, la 153 e la 154, per assumere, rispettivamente, il dottor Luca Zepponi, applicato amministrativo, nato ad Ancona, e l'ingegner Franco Lamparelli di Pescara, inserito nel settore tecnico. Commenta Febbo:

Sarebbe curioso conoscere il pensiero del presidente D'Alfonso, visto che in una conferenza stampa aveva minacciato azioni amministrative e giudiziarie sulle precedenti gestioni. Sono ancora in attesa di sapere cosa è stato trovato e sopratutto se la Corte dei Conti e la direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo sia a conoscenza di tutte queste assunzioni e consulenze.  

Quando il Consorzio era governato dalla deputazione amministrativa, democraticamente eletta dai consorziati,  nel 2014, nell’ufficio amministrativo vi era un solo ragioniere. Oggi, con Zepponi, il settore è composto da ben 6 dipendenti, varie consulenze e affidamenti alla società Hunext solution e all'università Politecnica delle Marche. Mentre con l’assunzione di Lamparelli, il settore tecnico viene ulteriormente potenziato, affiancando l'ingegner Valerio Tommaso, direttore unico, proveniente dal Consorzio di Bonifica di Chieti, dove è stato allontanato perché rinviato a giudizio per la vicenda degli scarichi illeciti di Chieti.

Tutto questo mentre gli agricoltori si lamentano per i canoni raddoppiati, i revisori dei conti chiedono la riduzione della spesa per il personale e soprattutto i dati di bilancio di previsione  parlano di un disavanzo previsionale di cassa, per l'anno 2018, pari a 14.935.803,72.

Intanto Amicone non ci dice quanta acqua sta a Chiauci, si aumenta lo stipendio mensile da 2.100 a 3.000 euro svende i beni consortili e non pubblica le delibere di pagamenti a professionisti per affidamenti diretti. Cos’altro ci dobbiamo aspettare ancora da questo commissario?

Sotto gli occhi indifferenti di tutte le autorità politiche e di controllo continua la scandalosa gestione del consorzio di bonifica vastese dove, con il silenzio assenso delle organizzazioni professionali, in questi ultimi anni si è pensato più a mangiare che al problema dell'acqua trasformando l'ente in un vero e proprio postificio ad uso e consumo di pochi fortunati.

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