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Dpcm, Marsilio: "Tutte le regioni avevano chiesto di consentire attività di ristorazione fino alle 22"

Il governatore regionale avrebbe preferito "sacrificare un giorno di apertura alla settimana per i negozi dei centri commerciali che vedere ridotti alla disperazione migliaia di attività legate al tempo libero, alla cultura, alla gastronomia, allo sport"

“Con il Governo ci siamo confrontati tutta la giornata di sabato scorso: le Regioni avevano chiesto, tutte insieme, di ‘destra’ o di ‘sinistra’, di consentire l’attività di ristorazione fino alle ore 22, ed espresso forti perplessità sui criteri che portavano alla chiusura di palestre, cinema, teatri, piscine. Purtroppo, la notte stessa il presidente Conte ha firmato il Decreto senza tenere conto di queste richieste che venivano da tutte, ripeto: tutte, le Regioni italiane.  Avendo quindi chiuso moltissime attività, non ho ritenuto necessario chiedere al mondo produttivo e del commercio un ulteriore sacrificio”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, spiega il non aver aggiunto la misura suggerita dal Comitato tecnico scientifico regionale che chiedeva la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi (escluso alimentari e servizi essenziali).

“Questa misura era stata pensata prima che il Governo Conte emanasse l’ultimo Dpcm. con il quale, poi, Conte  ha praticamente chiuso un numero importante e significativo di attività, con un regime orario che produce un ‘coprifuoco’ di fatto, seppur non dichiarato” osserva Marsilio.

La misura recepita dalla Regione Abruzzo, invece, è quella relativa all’ordinanza con la quale il Comitato tecnico scientifico regionale e il CREA sin da venerdì avevano suggerito l’opportunità di passare alla Didattica a Distanza per le scuole secondarie superiori (con esclusione dei disabili e di altre motivate situazioni di necessità “per ridurre le situazioni di assembramento e di conseguente, potenziale, contagio”.

Tornando al commercio, Marsilio spiega che “avendo chiuso il Dpcm moltissime attività, non ho ritenuto necessario chiedere al mondo produttivo e del commercio un ulteriore sacrificio. Avrei preferito, seguendo il consiglio dei nostri tecnici e scienziati, di gran lunga ‘sacrificare’ un giorno di apertura alla settimana per i negozi dei centri commerciali, che vedere ridotti alla disperazione e alla paura di non farcela migliaia di attività legate al tempo libero, alla cultura, alla gastronomia, allo sport (con tutte le filiere che ne derivano).

Il Governo si è assunto la responsabilità di queste scelte, esercitando i poteri in suo possesso. Mi auguro – conclude - che domani stesso il Consiglio dei Ministri approvi un pacchetto di misure economiche efficaci e rapide, per rimborsare e indennizzare tutti quanti sono stati colpiti dalle restrizioni e vedono compromesso il loro futuro ". 
 

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