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Domenica, 29 Gennaio 2023
Politica

Allacci non censiti e fatture mai emesse: c'è anche questo alla base dell'importante dispersione idrica registrata in Abruzzo

Il dato è emerso nel corso della seduta della commissione d'inchiesta regionale presieduta da Sara Marcozzi che promette di approfondire il tema: "Servono digitalizzazione e distrettualizzazione, persa l'occasione per avere un progetto unico"

Si è svolta mercoledì la seconda seduta della commissione d'inchiesta sull'emergenza idrica in Abruzzo. A relazionare sui lavori svolti è il presidente Sara Marcozzi: “Ho voluto informare i colleghi di aver comunicato formalmente alle società di gestione idrica che le audizioni dei presidenti potranno iniziare già dal prossimo mercoledì così da chiarire, tra le varie questioni, i motivi della distanza rispetto alle comunicazioni dell'Ersi riguardo alle competenze delle piante organiche delle aziende. È però una vicenda che mette ancora di più in mostra la necessità di creare una connessione stretta tra l'ente regionale e le società di gestione, per favorire la collaborazione. Fino a oggi abbiamo potuto constatare una mancanza di comunicazione che deve essere sanata con grande chiarezza”.

“Dopodiché si è affrontato l'annoso tema delle reti di distribuzione idrica, con l'audizione del presidente dell'Ersi Nunzio Merolli. Ridurre in maniera sistematica le perdite di acqua, senza dover rincorrere continuamente le singole rotture, è possibile. Lo strumento è la distrettualizzazione e digitalizzazione delle reti, un sistema attraverso il quale si può intervenire fin da subito per ridurre perdite e limitare gli sprechi. Al fine di arrivare a questo risultato, l'Abruzzo potrà usufruire di fondi del Pnrr per 48 milioni di euro circa. Il presidente Merolli ha riferito alla commissione della proposta iniziale di Ersi di presentazione di un unico progetto per tutte le reti d'Abruzzo, per l'intera infrastruttura regionale. Successivamente – per motivi che la commissione si riserva di approfondire – sono stati presentati 4 progetti da Ersi, relativi ai gestori Aca, Ruzzo, Cam e Saca, uno da Sasi e uno da Gran Sasso Acque. Quest'ultimo non avrebbe raggiunto il punteggio minimo per accedere al finanziamento ma potrebbe rientrare con futuri stanziamenti. Come riferito dal presidente Merolli, Ersi si era affidata a uno studio di ingegneria che aveva svolto tutte le ricognizioni necessarie finalizzate ad un progetto unico che, successivamente, è stato spacchettato in sei diversi progetti. I progetti seguiti da Ersi avrebbero ottenuto i punteggi più alti, mentre chi – riferisce Merolli – ha scelto di procedere autonomamente sarebbe rientrato nel finanziamento con il punteggio minimo (Sasi) o non sarebbe rientrato affatto (Gran Sasso Acque). Sarà premura della commissione, nelle audizioni dei singoli gestori, chiarire questo aspetto”.

“Dal presidente Merolli è arrivata inoltre la specifica che riguardo i dati sulle dispersioni. Queste, infatti, prendono in considerazione non solo le effettive perdite di acqua lungo le infrastrutture, ma anche una ingente quantità di acqua non fatturata a causa della presenza di allacci non censiti. È un altro punto che merita chiarezza e su cui interverremo per avere un quadro generale chiaro di tutte le parti in causa”.

“La commissione d'inchiesta si riunirà ancora mercoledì prossimo per proseguire insieme con Ersi l'indagine sulla situazione in Abruzzo. Contestualmente audiremo i presidenti delle società di gestione – che daranno disponibilità già per quella data – per entrare nel dettaglio delle problematiche più urgenti, in modo da avere un quadro chiaro territorio per territorio. Tanto lavoro c'è ancora da fare, ma nei cinque mesi che rimangono ai lavori della commissione vogliamo mettere un punto fermo su tutti i problemi, ascoltare i comitati di cittadini e le associazioni, e arrivare a proporre soluzioni chiare per risolvere criticità che ci trasciniamo da anni”, conclude Marcozzi.

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