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I consiglieri vicini al vicesindaco De Cesare chiedono le dimissioni di Fabrizio Di Stefano

Silvia Di Pasquale e Vincenzo Ginefra indicano nel consigliere della Lega il responsabile del mancato finanziamento di 6 milioni di euro per la riqualificazione di Palazzo Massangioli e dell'ex cinema Eden

“A seguito di quanto accertato circa il danno di cui è stato oggetto il Comune nell'ambito dell'attività, mai effettivamente compiuta, di partecipazione e di ottenimento di un finanziamento comunitario dell'entità di 6 milioni di euro, il consigliere Fabrizio Di Stefano dovrebbe dimettersi”. A chiedere le dimissioni del consigliere comunale della Lega sono i consiglieri di maggioranza Silvia Di Pasquale e Vincenzo Ginefra vicini al vicesindaco Paolo De Cesare.

Proseguono, dunque, le polemiche dopo l'accusa da parte di De Cesare nei confronti di Di Stefano per aver "truffato la città" in relazione ai 6 milioni di euro di fondi europei per la riqualificazione di Palazzo Massangioli e dell'ex cinema Eden che non sarebbero arrivati "perché la richiesta per accedervi, in realtà, non è mai stata inviata dal Comune".

Di Stefano aveva subito replicato:

 "De Cesare dice che con una mail dei primi di dicembre avrebbero avuto contezza che il progetto non sarebbe stato neppure presentato, tuttavia mi risulta che finanche la settimana scorsa siano arrivate e-mail in Comune, e che la progettista sia stata per questo convocata negli uffici dell’ente proprio in merito ad altre comunicazioni avute, ed evidentemente di natura differente sullo stesso progetto e provenienti da altri uffici della Commissione Europea. Allora mi domando: anziché fare questo eclatante annuncio alla stampa, perché non chiedere lumi alla stessa progettista con cui si è confrontato negli ultimi periodi più di una volta, l’ultima delle quali mi risulta proprio la settimana scorsa?". 

Dopo la nota arrivata dal Segretariato della Commissione Europea i consiglieri Di Pasquale e Ginefra spiegano come a questo punto venga "certificato il palese raggiro, causa di un danno di immagine enorme per l'Ente nonché una mancata chance per l'intera comunità cittadina, siamo convinti che l'invito alle dimissioni sarà rivolto a Di Stefano dallo stesso coordinatore regionale del suo partito,  Luigi D'Eramo, dal momento che quanto accaduto è grave e determinerà sicuramente conseguenze, anche legali".

I due consiglieri, infine, sottolineano che “non può certo Di Stefano, seppur estraneo al comportamento non congruo e lesivo per l'Ente del progettista incaricato, allontanarsi dalla responsabilità politica di cui lui, candidato sindaco nella recente tornata elettorale, è assoluto titolare: accertare la veridicità e la correttezza dell'operato del professionista era un suo preciso dovere nel momento in cui dell'attività in esame ha fatto uno dei punti cardine della propria propaganda, con tanto di menzione nella missiva inviata a tutti i teatini ed evento di presentazione dedicato".

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