Diga di Chiauci, "I lavori per la nuova circumlacuale devastano un'intera vallata"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Mentre l'Abruzzo preme, giustamente, per le quote d'invaso necessarie a garantire la fornitura idrica estiva in zone costiere, il territorio altomolisano vive un ulteriore danno ambientale.
Sbancamenti e occupazioni urgenti di fondi agricoli sono solo l'inizio di una ulteriore fase di distruzione del nostro paesaggio che ormai dal 1977 si pregia di riconoscimenti Unesco per la biodiversità e che in tal senso intende far evolvere la propria rinascita progettuale.

Infatti, mentre ormai da tempo ci si interroga sull'importanza del cosiddetto " capitale naturale", intorno all'invaso artificiale si lavora alacremente per costruire una strada con dimensioni prossime a quelle della statale 650 "fondovalle Trigno" poco distante, nonostante la vecchia provinciale sia in abbandono e la circumlacuale sull'altra sponda attenda da tempo di essere ultimata benché siano già in atto smottamenti evidenti che ne compromettono la stabilità.

La biodiversità, il patrimonio già pesantemente deturpato dalle opere d'invaso ed ora anche le strade di servizio, opere che tra l'altro costeranno circa 10 milioni di euro alla famosa "seconda traversa di sbarramento" che aiuterebbe a mantenere una quota minima d'invaso anche d'estate.

È giusto dare atto ad opere anacronistiche progettate oltre 30 anni fa e assolutamente inutili nel contesto sociale ed economico attuale in cui il fattore ambientale ha sempre più valenza? È questa la tanto decantata compensazione annunciata in pompa magna poche settimane fa? È davvero una battaglia vinta per Chiauci e per un intero sistema territoriale? Riteniamo che una strada con sezione di oltre dieci metri e priva di camminamenti, marciapiedi e, perché no, ciclovie, non può favorire alcuna economia locale se non quella delle imprese chiamate a realizzare un progetto vecchio concettualmente.
Tutto questo è una ulteriore provocazione nei confronti di comunità senza alcuno scampo, svendute al soldo dell'esproprio facile e del lavoro temporaneo e poco qualificante.

Nessuna di queste azioni aiuterà la comunità a rialzare la testa, probabilmente sarà solo l'ennesimo colpo di grazia ad un territorio chiamato a ratificare decisioni altrui. Voglio rassicurare gli abruzzesi e le aree costiere che l'invaso di Chiauci ha raggiunto la quota massima d'invaso consentita già da alcuni giorni e non mancherà quindi la consueta fornitura a valle, però ritengo sia giusto avvisare gli altomolisani e tutti coloro che percorreranno la ss650 che anche quest'anno potranno assistere al triste e desolante spettacolo del bacino completamente prosciugato per tutta la stagione estiva, con l'aggravante dei cantieri della viabilità che, se i lavori rispetteranno i cronoprogrammi, ci garantiranno entro un paio d'anni un vero e proprio circuito dalla dubbia utilità ma dell'evidente e concreto danno al paesaggio.

Rimane una grande amarezza per i metodi con i quali vengono prese decisioni importanti per questo territorio e per le sue comunità allo stremo, accontentate con le briciole e con le speranze da così tanto tempo che ormai sono pressoché inesistenti, impalpabili.
 

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