Politica Tollo

Fabrizio Di Stefano critica il Giorno della Memoria a Tollo

Il senatore critica l'organizzazione troppo festosa del 27 gennaio nel suo paese, a cui è stata abbinata la festa dell'anziano e il Sant'Antonio. E sulle elezioni dice che il Pdl è "in costante recupero"

“È vergognoso quello che è accaduto il Giorno della Memoria a Tollo”. Così Fabrizio Di Stefano commenta le celebrazioni  organizzate il 27 gennaio nel suo paese di residenza durante la conferenza stampa di presentazione dei candidati Pdl alle prossime elezioni politiche.

“L'amministrazione comunale – puntualizza - ha organizzato una commemorazione  che sembrava più una festa di partito, con tanto di pranzo e accompagnamento musicale con il gruppo "Lu Sant'Antonie", pagati con i soldi del Comune e quindi dei contribuenti”. In più, Di Stefano lamenta di non essere stato invitato: “C’erano i senatori Marini e Legnini e addirittura il segretario regionale del Pd Paolucci, ma non il sottoscritto, che pure vive e paga le tasse a Tollo”.

Secondo il senatore, dunque, il Comune avrebbe organizzato una festa poco consona alla giornata dedicata a tutte le vittime della Shoah.  “Ballare su una tragedia come quella dell’Olocausto per carpire qualche consenso elettorale è una vergogna per questo centrosinistra”, si sfoga Di Stefano.

Meno di due anni fa lo stesso senatore fu protagonista di un’iniziativa che fece discutere i suoi stessi compagni di partito. Insieme a Cristiano De Eccher, Fabrizio Bevilacqua, Giorgio Bonacin e Achille Totaro, tutti senatori del Pdl, presentò un disegno di legge costituzionale per abolire la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ovvero quella che vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. Una vicenda che oggi, alla luce delle critiche di Di Stefano all’organizzazione del 27 gennaio a Tollo, e dopo le polemiche sulle parole di Berlusconi nello stesso giorno, rischiano di scatenare ulteriori reazioni.

LA CAMPAGNA ELETTORALE Intanto la campagna elettorale prosegue. Di Stefano sostiene che i sondaggi danno il Pdl in Abruzzo “in costante recupero. Gli ultimi dati – spiega – ci danno con un distacco del 2,6 %. Un sondaggio del 18 gennaio scorso dava addirittura il Pdl abruzzese come primo Pdl in Italia, con un dato superiore al 26 %. Un altro sondaggio, di Piepoli, ci dava giorni fa al 31 %, ma questo prima della vicenda Monte Dei Paschi di Siena, in cui la sinistra ha un’indiscutibile responsabilità”.

“Abbiamo cercato in tutti i modi – dice Di Stefano - di contrastare questo sistema elettorale, presentando un disegno di legge in Senato per ripristinare le preferenze, ma non ci siamo riusciti. In Abruzzo – conclude - svolgeremo una campagna elettorale attiva come se dovessimo votare con le preferenze, coinvolgendo la base, con i classici porta a porta , i comizi e gli incontri”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fabrizio Di Stefano critica il Giorno della Memoria a Tollo

ChietiToday è in caricamento