Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Di Stefano e il post a sfondo omofobo su Facebook: l'Arcigay vuole le scuse

Un commento allusivo sui gusti sessuali di un politico frentano, subito smentito, fa dispiacere l'Arcigay di Chieti: "E' davvero necessario, ogni volta che bisogna parlar male di qualcuno, evocare lo spettro dell'omosessualità?"

Se non avessi conosciuto i suoi “gusti sessuali” avrei persino pensato che fosse gay, per quanto era invadente, inopportuno e “zerbino”. Così Fabrizio Di Stefano scriveva su Facebook il 12 dicembre scorso riferendosi a un esponente lancianese del pdl, il quale- a detta sua- pur di ottenere voti, candidature e incarichi, lo avrebbe ‘stalkerato’ in ogni modo.

L'enfasi e l’allusione alla presunta omosessualità del ‘compagno di partito’, subito smentita sul social network più famoso del mondo, non è passata inosservata all’Arcigay Chieti, esasperata dalla continua evocazione dello spettro dell’omosessualità in contesti nei quali i gusti sessuali delle persone poco interessano.

“È davvero necessario colorare le beghe tra politici, come anche le discussioni della vita quotidiana, con frasi larvatamente omofobiche?” si chiede l’associazione invocando le scuse del Senatore Di Stefano.  “L’avvocato Andrea Cerrone di Lanciano – si legge in una nota dell'associazione -  ha fatto notare lo scivolone al Senatore che, tuttavia, ad oggi, non ha risposto. Il silenzio, Senatore, è devastante. Risponda e, per quella ‘carità di Patria’ da lei stesso evocata, si scusi”.

La sezione locale dell’Arcigay ricorda come “persino Chieti, la scorsa estate, è stata teatro di gravi attacchi omofobici che hanno ferito l’incolumità e la dignità delle persone. Qualche tempo fa un ragazzino, a Roma, si è tolto la vita perché  ‘accusato’ di essere gay. Frasi come quelle di Fabrizio Di Stefano – conclude - alimentano l’omofobia, sebbene proposte come innocue dai loro autori”.
 

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