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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

Arresto D'Agostino: Di Primio non si dimette e avvia un'indagine interna

L'ufficialità oggi in conferenza stampa, il giorno dopo una riunione fiume della maggioranza terminata con la firma di un documento in cui si conferma fiducia al sindaco. Le dimissioni dell'ex assessore non sono ancora arrivate

Umberto Di Primio non si dimette. La conferma ufficiale di una notizia nell’aria sin dalle prime ore successive all’arresto di Ivo D’Agostino è arrivata questa mattina (venerdì 2 agosto) in una conferenza stampa in cui il sindaco ha riunito tutta la sua maggioranza.

Maggioranza coesa, dopo l’incontro fiume di ieri (giovedì 1° agosto), terminato con la sottoscrizione di tutto il centrodestra in calce a un documento che conferma il pieno sostegno al sindaco e la coesione della maggioranza.

Le dimissioni di Ivo D’Agostino non sono ancora arrivate, sebbene Di Primio gli abbia revocato le deleghe appena venuto a sapere dell’arresto: “Mi riservo di prendere una decisione in merito nei prossimi giorni”, precisa il sindaco.

Prima risponde a chi lo ha accusato di “non poter non sapere”: “Se qualcuno mi avesse esibito prove certe o quantomeno informazioni tali da indurmi a denunciare i fatti che oggi vengono contestati all’assessore D’Agostino – precisa - non avrei esitato a compiere tale passo. In attesa di conoscere nella loro interezza le contestazioni, desidero rimarcare la condanna mia e del mio esecutivo contro qualsiasi forma di abuso e di violenza ed è per questo che le contestazioni mosse all’assessore D’Agostino mi rattristano enormemente”.

Poi replica duramente alle critiche e alla richiesta di dimissioni dell’opposizione: “Quando capitano vicende che colpiscono un mio collaboratore, cerco innanzitutto di capire prima di lasciarmi andare ad inutili alzate di scudi. Non posso, infatti, accettare la doppia morale della sinistra, in particolare del Pd, che oggi punta il dito contro di me chiedendo le mie dimissioni in seguito all’avviso di garanzia che ha raggiunto l’assessore D’Agostino ma che non ricordo così zelante per le vicende che hanno interessato Del Turco, Quarta, Cesarone. Dare giudizi è un conto – prosegue la stilettata alla minoranza - anticipare le sentenze è un errore che commettono in molti. Lasciamo che siano i cittadini a giudicare, come hanno già fatto tre anni fa bocciando il centro sinistra con una percentuale di voti pari al 32% contro il 63% della mia coalizione”.

Di Primio si fida della sua maggioranza, si dice certo che dopo questo ciclone giudiziario sarà “ancora più forte e coesa, compatta nel rilanciare le attività in favore della città”.

Quanto alle vicende che hanno dato il via alle indagini, con la denuncia di cinque donne, il sindaco ha disposto una serie di verifiche negli uffici dell’assessorato alle Politiche sociali per fare chiarezza.“Al Dirigente – dice - ho chiesto una relazione concernente gli alloggi popolari, in particolare le case parcheggio di cui, per una quota del 30%, l’amministrazione comunale può disporre per dare risposte a particolari situazioni di emergenza abitativa”.

“Avendo il massimo rispetto per le signore coinvolte in questa vicenda – conclude - auspico che la loro delicata posizione non diventi motivo di strumentalizzazione politica da parte di certa sinistra e dichiaro sin d’ora che, al di là dell’attività politica ed amministrativa conseguente ad una eventuale conferma delle accuse rivolte a D’Agostino, personalmente ed umanamente, come prima cosa, rivolgerei a loro le scuse per quanto avrebbero subito”.

Per ora, dunque, Di Primio resta al suo posto, anche se non esclude rimpasti di giunta. Ma dopo la conferenza stampa tornano ad attaccare il sindaco Alessandro Giardinelli (Scelta Civica) e Luigi Febo (Chieti per Chieti): “Grave che il sindaco abbia parlato in pubblico di situazioni e fatti riguardo ad una delle donne che ha sporto denuncia contro l’Assessore D’Agostino”, scrivono in una nota congiunta. “Le persone, le situazioni ed i fatti relativi a tale vicenda – continuano - sono coperte dal segreto istruttorio e parlarne pubblicamente ha certamente messo in difficoltà colei al quale il sindaco si riferisce”.

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