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Di Primio: ore decisive per la sua ricandidatura

L'attuale sindaco di Chieti ha ripetuto più volte di non aver intenzione di ritirare la candidatura alle prossime elezioni comunali, ma non è escluso un passo indietro. La decisione in un tavolo provinciale del centrodestra

Non vede l’ora di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti il sindaco Umberto Di Primio, da giovedì indagato per corruzione nello stralcio di un’indagine sul presunto smaltimento illecito di rifiuti speciali.

Il sindaco di Chieti ha ripetuto più volte nei giorni scorsi di non aver intenzione di ritirare la candidatura alle prossime elezioni comunali, ma non è escluso un passo indietro se a chiederglielo sarà il centrodestra. In tal senso, le prossime ore saranno decisive: la coalizione dovrebbe convocare un tavolo provinciale per decidere del futuro politico di Di Primio. Se verrà quindi deciso lo stop alla sua ricandidatura alle amministrative, il nome di Di Primio verrebbe sostituito da quello di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia in ballo in un primo momento quando a Chieti si parlava ancora di primarie del centrodestra. Ma non è escluso anche un secondo nome.

Intanto il sindaco avrebbe pronto il ricorso da presentare alla Procura distrettuale dell’Aquila per tornare in possesso dei due telefonini, dell’iPad e del computer sequestrati giovedì mattina nel corso della perquisizione nella sua abitazione e nel suo ufficio, il suo legale è Antonio Pimpini. "Ho fatto tutto nel massimo della regolarità e della trasparenza – ripete - senza aver creato vantaggio per alcuno, né aver ottenuto alcunché”. 

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