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Di Paolo: "Trasferire gli uffici comunali per risparmiare sugli affitti"

Presenta un ordine del giorno secondo cui il trasferimento degli uffici al primo piano dell'ex Banca d'Italia nella delegazione comunale dello Scalo o a palazzo De Pasquale farebbero risparmiare all'ente 60mila euro ogni anno

Trasferire gli uffici comunali nella delegazione scalina di piazza Carafa o a palazzo De Pasquale, per dimezzare gli affitti che, attualmente, il Comune di Chieti paga alla Banca d'Italia. Questa la proposta contenuta nell'ordine del giorno presentato dal capogruppo di Giustizia Sociale Bruno Di Paolo.

In particolare, il consigliere chiede che tutti gli uffici attualmente ospitati al primo piano della sede dell'ex Banca d'Italia, vengano trasferiti: si tratta dunque dell'ufficio di segreteria del sindaco, di quelli del segretario generale e del servizio gestione risorse umane

Gli uffici comunali si trovano in piazza Valignani da aprile di 6 anni fa, quando il terremoto che distrusse L'Aquila provocò seri danni anche alla sede storica del municipio, in piazza San Giustino. Il 16 aprile 2009 venne firmato il contratto per la concessione in comodato d'uso dell'edificio, per una durata di 6 mesi. Un periodo prorogato fino ad aprile 2013, quando il Comune ha dovuto stipulare un contratto d'affitto con la Banca d'Italia, per un importo annuale di 139mila e 800 euro, poi ridotto de 15 per cento.

Ma, sostiene Di Paolo, "l'importo da corrispondere annualmente alla Banca d'Italia risulta estremamente gravoso per il bilancio comunale", tanto più che i lavori a palazzo d'Achille termineranno solo nel 2018. Ecco allora la proposta di disporre di locali di proprietà comunale "perfettamente idonei ad ospitare alcuni uffici e servizi attualmente nella banca d'Italia". Un trasferimento che, secondo i calcoli del consigliere, permetterebbe di rinegoziare il contratto di locazione sulla base del 50 per cento del canone attualmente pagato, con un risparmio di circa 60mila euro all'anno

L'idea era già stata avanzata quasi tre anni fa dallo stesso sindaco Di Primio, che poi aveva rinunciato a questa ipotesi nella convinzione che, entro il 2016, i lavori a palazzo d'Achille sarebbero terminati

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