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Ridimensionamento scolastico, Di Iorio (Pd): "Accorpamento predisposto a tavolino"

"nella ripartizione degli Istituti comprensivi non si è tenuto alcun conto degli interessi dei cittadini e degli alunni delle scuole" lo afferma il capogreuppo del Pd in conferenza stampa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Il Capogruppo del Pd, Consigliere Comunale Alessio Di Iorio, a margine della Conferenza Stampa odierna avente per oggetto la programmazione delle rete scolastica del Comune di Chieti, ha emesso la seguente nota. 

"Da un’attenta analisi della delibera che dovrà essere presentata per l’approvazione al Consiglio Comunale di lunedì, 19 dicembre 2011, ritengo di poter affermare che si tratta di un accorpamento che sembra predisposto a tavolino con il solo criterio della spartizione numerica. Infatti, nella ripartizione degli  Istituti comprensivi non si è tenuto alcun conto degli interessi dei cittadini e degli alunni delle scuole.

La Città di Chieti avrà quattro istituti comprensivi di cui due nella Città alta e due nella parte bassa. Mi preme sottolineare che, sulla delibera che sarà portata in Consiglio Comunale, si fa riferimento ad un protocollo d’intesa siglato tra Amministrazione Comunale e Dirigenti scolastici in cui non vengono indicate date, luogo e verbali d’incontro tra l’Ente e i Dirigenti Scolastici stessi. Si fa inoltre riferimento ad altri incontri di cui però nel Protocollo non vi è traccia.

Vorremmo sapere dal Sindaco e dall’Assessore alla Pubblica Istruzione quali sono stati i criteri logici che hanno ispirato la ripartizione.

 Nell’Istituto comprensivo n.1 della parte alta della città – che comprende le Scuole Nolli, S. Andrea, Brecciarola e Chiarini-De Lollis - che dovrebbe prevedere una continuità scolastica e territoriale, è stata inserita anche la scuola materna ed elementare Corradi di via Arenazze.

 Nell’istituto comprensivo n. 2 (Cesarii, Santa Barbara, via Valera, Madonna del Freddo, via Arniense, via Masci, via Tricalle, Madonna degli Angeli, via Ravizza, Vicentini-Della Porta) vengono territorialmente accorpate le Cesarii che sono da tutt’altra parte della Città a discapito dei genitori e dei loro figli e soprattutto della continuità didattica ponendo alle famiglie un problema logistico di non poco conto.

Ancora: l’Istituto comprensivo n. 3 prevede l’accorpamento della scuola di Via Pescara, di via Lanciano, via Amiterno, la Scuola del Policlinico di Colle dell’Ara  e la scuola media Antonelli mentre l’istituto compresivo n. 4 le Scuole Celdit, Madonna delle Piane, Selvaiezzi, via Bosio e la Media Mezzanotte –Ortiz. In questo modo il Comprensivo n 3, che era il bacino scolastico più vasto, è diventato il più numericamente esiguo mentre al Comprensivo n. 4 sono state accorpate le Scuole secondarie di 1° grado Ortiz e Mezzanotte.

Il Pd ha avuto sempre un atteggiamento di opposizione costruttiva e ci sarebbe piaciuto poter interagire con la Giunta e con i Dirigenti come chiesto ieri in  Conferenza dei Capigruppo.

Ovviamente la maggioranza, per motivi non trasparenti, ha negato questa possibilità e questo sottrarsi al confronto ci insospettisce e ci preoccupa perché in tutta questa vicenda chi ci rimetterà sicuramente saranno gli studenti e la didattica.

Ancora una volta il centro destra chetino dimostra la sua totale inettitudine e una scarsa conoscenza della Città.

L’auspicio del Pd è che la mancanza di confronto non sia determinata da una gestione meramente politica di questa vicenda e se così fosse in Consiglio Comunale il nostro gruppo consiliare incanzerà la maggioranza fino a che non si arriverà ad una condivisione vera di una questione fondamentale per il futuro della nostra Città e dei nostri giovani concittadini".

"La vicenda del dimensionamento scolastico – ha aggiunto il vice segretario provinciale del Pd, Chiara Zappalorto - nasce da lontano quando, con il varo della finanziaria estiva dell’ex ministro Tremonti, con l’art. 19 il Governo, bypassando le Regioni, legiferò sulla riorganizzazione scolastica.

A differenza di altre 15 regioni, la Regione Abruzzo non presentò ricorso chiedendo alle Province di procedere con il Piano di ridimensionamento scolastico.

Ci siamo sempre proposti come forza politica dialogante ma da parte della Provincia di Chieti non abbiamo ricevuto risposte se non la ratifica di scelte pervenute dai Consigli Comunali.

Ci saremmo aspettati, invece, una discussione ampia e condivisa con gli attori protagonisti della vicenda".

 

 

 

 

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