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Di Iorio (Pd): "Di Primio si dimetta, la città è nel baratro"

Il vicepresidente del consiglio comunale, nonché uno dei consiglieri che ha abbandonato l'aula nel consiglio di giovedì scorso, punta il dito contro il sindaco reo, a suo parere, anche della soppressione del Buskers festival

“Invito Di Primio a dimettersi, ammettendo il fallimento completo, per il bene della ‘sua’ città, che dice tanto di amare”. Parola di Alessio Di Iorio, vicepresidente del consiglio comunale, che getta l’ennesima tegola su palazzo d’Achille circondato, negli ultimi giorni, da nubi nerissime. 

Dopo la relazione dei revisori dei conti non favorevole al bilancio consuntivo licenziato dal consiglio comunale, e l’annuncio del sindaco di correre ai ripari, pena il fallimento totale, limitando le spese e riducendo il numero dei dirigenti, l’annullamento del Buskers festival ha scatenato le opposizioni e oggi Di Iorio accusa Umberto Di Primio “di aver traghettato Chieti, come un novello Caronte, verso l’inferno economico e finanziario. La città non navigava in acque così scure dagli anni Novanta - dice - e sono certo che i cittadini ricordano benissimo quel periodo”. 

Un periodo non certo felice per i teatini, dopo il terremoto di Tangentopoli, che portò alla decapitazione del sindaco Buracchio, con una città che stentava a riprendersi. 

“Lo avevamo annunciato - prosegue Di Iorio - ed ecco, pronta, la conferma: tasse in aumento e taglio alle spese, alcune delle quali in maniera folle e senza un minimo di criterio, ultima in ordine di tempo la rinuncia all’evento Buskers Festival, il più importante di tutti i tempi che rappresenta da anni l’indiscusso punto di riferimento di caratura mondiale. Sarebbe bastato distribuire meglio i fondi della Settimana Mozartiana e destinare parte di questi alla manifestazione degli artisti di strada, così da poter avere sia a luglio sia ad agosto la città viva”.

“Onestà politica - aggiunge - significa fare i conti costantemente con la propria coscienza ed, almeno qualche volta, ammettere i propri errori: ne va di mezzo la lealtà nei confronti della città e soprattutto del proprio elettorato, nel caso della giunta di centrodestra ancora una volta brutalmente ingannato. Lo squallido gioco dell’arrampicata sugli specchi in atto in questi giorni con l’obiettivo di giustificare l’ingiustificabile serve a poco, quel che serve qui sono le dimissioni per incapacità nel gestire la cosa pubblica. Vorrei ricordare che l’aumento vertiginoso delle tasse rappresenta la logica conseguenza della negligenza totale ed ormai sotto gli occhi di tutti di una amministrazione che fa acqua da tutte le parti e non certo da ieri. In fin dei conti al caro sindaco bastava leggere quello che scrivevano e rilevavano i revisori dei conti durante la stesura dei bilanci, cosa che ovviamente non ha fatto nell’essere pieno di sé, infallibile ed inattaccabile, mosso da un egocentrismo che avrà come primo obiettivo quello di spingere definitivamente Chieti nel baratro”.

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