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Province, Di Giuseppantonio: "Governo e Parlamento siano più saggi del Consiglio"

Il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio commenta la non decisione di martedì a L'Aquila: "In Consiglio regionale si è scritta una pagina negativa nella storia dell'Abruzzo"

"In Consiglio regionale si è scritta una pagina negativa nella storia dell’Abruzzo, con  una “non decisione” che suscita tristezza e che rischia di alimentare solo fortissime tensioni nei territori già provati dalla crisi economica e occupazionale. A questo punto l’unica speranza è che  il Governo e il Parlamento si dimostrino più saggi del nostro Consiglio regionale". E' quanto commenta il presidente dell’Unione delle Province Abruzzesi e della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio su quanto accaduto martedì a L'Aquila relativamente alla decisione da consegnare al Governo sul riordino delle province abruzzesi.

"La cosa che più mi ferisce - prosegue il presidente  – è che il Consiglio abbia sacrificato le Province ritenendo tale soluzione la più idonea al fine di ridurre i costi della politica. Una motivazione che fa specie perché arriva da un Consiglio regionale che, come altri in Italia, brucia somme da capogiro nella spesa pubblica. Le Province in Italia assorbono solo l’1,35% della spesa pubblica mentre le Regioni costano ben 168 miliardi di euro. Il costo complessivo degli organi politici delle Province italiane è di 34 milioni di euro l’anno, nulla rispetto agli 844 milioni delle Regioni. Spiace, inoltre, - conclude Di Giuseppantonio - che solo oggi si dia mandato al Presidente della Regione di ricorrere alla Corte Costituzionale: quando tale proposta partì dalle Province abruzzesi non venne presa neppure in considerazione. La non decisione del Consiglio regionale ci consegna un Abruzzo dilaniato e incapace di darsi una prospettiva. L’esatto opposto di ciò che chiedono cittadini e territori in questo particolare momento storico".

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