Politica

Vasto, Del Prete: "Il no alla videosorveglianza è un problema politico"

Nicola Del Prete, consigliere comunale di Fli dice la sua in maniera netta sul problema della videosorveglianza in città

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

"Da tempo leggiamo dichiarazioni stucchevoli sulla videosorveglianza, a Vasto. Tutti la vorrebbero, ma non si realizza. E sapete perché? Non è una questione di mancanza di fondi, è un problema politico di cui dobbiamo chiedere conto all'assessore Marra ed al suo partito, Rifondazione comunista". Nicola Del Prete, consigliere comunale di Fli non ci sta al rimpallo di responsabilità e dice la sua in maniera netta sul problema della videosorveglianza in città.

"Marra è un assessore di Rifondazione comunista ed è molto vicino al sindaco Lapenna. Il suo partito si è espresso senza mezzi termini: ha detto che ci sono altre strade da percorrere per garantire la sicurezza in città e queste strade non passano per quella della realizzazione della videosorveglianza. Di cosa vogliamo parlare? Il sindaco, anche sulla vicenda dell'attuale crisi di maggioranza, con il Psi che chiede un assessorato, è sotto scacco della sinistra. Se mette in discussione i monogruppi, dovrà per forza di cose togliere dalla giunta Marra e questo non può farlo perché l'alleanza con Rifondazione è organica. Sono queste le vere ragioni per le quali non si realizza il sistema di videosorveglianza, altro che mancanza di fondi. In due mesi hanno trovato oltre centomila euro per lavori di risistemazione del Palazzo municipale senza che questo intervento fosse inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, figuriamoci se qualche solerte dirigente non sia capace di "trovare" 300 mila euro della prima annualità per la realizzazione della videosorveglianza. Ho partecipato all'incontro con il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Ronzo - prosegue Del Prete- ha detto che questo strumento potrebbe essere un ausilio per le forse dell'ordine. Peccato che dopo l'intervento del colonnello il sindaco Lapenna non abbia detto nulla, non abbia spiegato alla stampa presente, quali sono le ragioni vere dello stop al progetto di realizzazione della videosorveglianza. I soldi non c'entrano niente. E' solo un problema politico di questa maggioranza che vive una crisi così profonda che solo i miopi non riescono a vedere".

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