Dea di secondo livello, Febbo: superficiale e miope la posizione della consulta dei dottori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

Stupisce la posizione della Consulta dei medici di Pescara che nel terzo millennio coltiva un campanilismo di bassissimo livello, privo di oggettività e di riscontri normativi sia nazionali sia riferiti a quelli contenuti nella programmazione regionale”. Questo il Commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che specifica come “leggo una fantasiosa ricostruzione degna dei giochi di prestigio di Mago Zurli immaginando una assegnazione del "super Ospedale di secondo livello" a Pescara poiché avrebbe due e mezzo requisiti (sic !!!) su tre. Ho già ricordato che Neurologia oggi è vacante e se dovessi, ma non lo faccio perché parliamo di un servizio serio e vitale per i cittadini, scendere al loro livello dovrei sottolineare che la stessa e' clinica convenzionata con la Università e la sede della Facoltà di Medicina che è situata in quel di Madonna delle Piane a Chieti.

Ma ci sono elementi più concreti ed essenziali che sfuggono ai dottori della Consulta. Nello specifico, oltre la presenza nel PO di Chieti del Polo del Cuore, altro requisito fondamentale, il decreto 70 del Ministro Lorenzin al punto 2.4 recita testualmente:  “I presidi ospedalieri  di II livello, con bacino compreso tra i 600.00 e 1.200.000 abitanti, sono strutture dotate di DEA di II livello. Tali presidi sono istituzionalmente riferibili alle Aziende ospedaliere, alle Aziende  ospedaliere universitari, a taluni Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e a Presidi di grandi dimensioni della Azienda sanitaria locale (ASL).” Questo elenco basterebbe per rispondere definitivamente a chi pretestuosamente (magari dovendo chiudere il percorso professionale senza aver raggiunto il traguardo del primariato) si ostina ad un puerile ed infantile campanilismo. A ciò aggiungo un altro dato essenziale e fondamentale riferito agli accessi al Pronto Soccorso: è vero che Pescara supera i 90.000 mentre Chieti si avvicina al limite dei 70.000 ma i codici rossi sono percentualmente 2,0  a Pescara mentre a Chieti 4,6 ed ancor di più quelli appropriati 0,4 a Pescara mentre 4, 3 a Chieti. Pertanto – conclude Febbo - mi sembra che ci sia poco da discutere anche su questi numeri. Il Dea di 2 livello deve essere appannaggio dei due PO altrimenti l'area vasta di Chieti e Pescara e  l’intero  Abruzzo perde la qualità e l’efficienza di una sanità moderna”. 

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