Politica

D'Amico scrive a Pierluigi Bersani

Il capogruppo del Pd Camillo D'Amico ha scritto una lettera all'onorevole Bersani avente come oggetto l'applicazione dei contenuti della manovra economica

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday


Oggetto: conseguenze dell’applicazione dei contenuti della manovra economica relativamente all'art. 15 del D.L. 13 agosto 2011, n.138, convertito con modificazione con la legge 14 settembre 2010, n. 42;

Gentilissimo Segretario,
Le scrivo la presente nota per manifestarLe una diffusa sensazione di abbandono del partito in merito alla diffusa e populista discussione sulle province che ha trovato soddisfacimento nei contenuti della norma richiamata in oggetto, ormai vigente, e nell’inutile d.d.l costituzionale di “soppressione”.
Dico e sostengo “abbandono” perché non ho visto e notato una ferma opposizione del mio partito teso non a difendere l’esistente così come è oggi ma nell’affermare che è inammissibile far credere deliberatamente ai cittadini che, nei comuni e nelle province, è concentrata la maggiore spesa per la politica; quindi  là produrre i maggiori tagli nei trasferimenti e nella  composizione degli organi elettivi e di governo quando poi, in tantissimi casi, accade che tanti soggetti svolgono il loro mandato in termini assolutamente gratuiti!!!
Poi, mi perdoni, è intollerabile che un parlamento di “nominati” bastoni così veracemente chi invece è portatore di consenso diretto dei cittadini!!!
Laddove si voleva dare un segnale concreto al contenimento della spesa per la “politica” non era meglio fissare un tetto massimo e lasciare agli enti locali di stabilire, nell’ambito dei loro statuti e regolamenti, il numero dei componenti delle assemblee e delle giunte? A mio sommesso avviso si sarebbe dato un segnale di sobrietà nella spesa per la “politica”, giustamente tanto cara alla pubblica opinione, ma anche rispettato il sacrosanto diritto all’autodeterminazione delle autonomie locali sancito  dalla costituzione Italiana.
Ora il “dato è tratto” ma opportunità  per ridare il maltolto alle autonomie locali è ancora possibile, forse, nella discussione in itinere nell’ambito della “carta delle autonomie locali”; lì, mi auguro e spero, il P.D. faccia sentire la sua voce ed eserciti tutto il proprio ruolo per riformare sì l’architettura istituzionale ma con una visione complessiva che tenda a far risparmiare risorse finanziarie, si ridefiniscano ruoli competenze di ogni livello senza procedere ad una riforma fatta a pezzi e puntate solo per parlare alla “pancia” della gente.
Perdoni lo sfogo ma la ringrazio per l’attenzione darà alla presente nota.
Cordiali saluti.    

Chieti lì 19/10/2011
Camillo D’AMICO
consigliere provinciale e capogruppo P.D. provincia di Chieti
 

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